• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Yulin, lo sdegno e l’ipocrisia
Prima pagina
Cultura
Libero pensiero
FESTIVAL CINESE DELLA CARNE DI CANE

Yulin, lo sdegno e l’ipocrisia

Yulin, lo sdegno e l’ipocrisia

Redazione RN Redazione RN 27 Giu 2019

Come ogni anno, durante l’ultima settimana di giugno il tema scottante quando si parla di animali è il festival di Yulin, evento tradizionale che celebra il consumo della carne di cane e che ogni anno attira, in questa piccola località della Cina meridionale, migliaia di visitatori.

Una barbarie ingiustificabile, agli occhi dei più, che riaccende – seppure per poche ore – il faro sul dibattito dei diritti degli animali.

 

Le reazioni di pancia della politica

Già, perché quando su parla del festival di Yulin tutti sono concordi: non dovrebbe più accadere, gli animali non meritano questo trattamento solo per soddisfare la golosità di chi ancora si appella alle tradizioni.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini non ha fatto giri di parole: «Un “festival” in Cina dove torturano, uccidono e mangiano più di 10mila cani? – ha scritto il vicepremier affidando il suo sfogo a Facebook –. Atroce e vergognoso, giù le mani dagli amici a quattro zampe. Non è questione di usanza ma di umanità, che qui non esiste. Chiusura immediata!».

Ancor più secco il commento dell’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini che, su Twitter, si è lasciato sfuggire la poco diplomatica espressione musi gialli.

«Mostrate al mondo cosa fanno questi musi gialli sadici di Yulin – ha cinguettato Frattini -. Cosa peggio dell’inferno in Terra possiamo augurare a questa feccia del mondo?».

Commenti senza dubbio di pancia e che mostrano quanto il tema sia sentito.

 

Cani allevati per la carne oppure rapiti

Ad aumentare ancor più l’empatia nei confronti dei cani di Yulin sono i video che girano in rete e che mostrano il terrore impresso negli occhi degli animali, consapevoli e spaventati di quella che sarà la loro fine.

Non esitino stime ufficiali sul numero di animali uccisi durante il festival. Secondo alcuni sarebbero addirittura 15mila i cani macellati durante i dieci giorni dell’evento.

Quello che è certo è che molti di questi animali sono di frequente sottratti ai loro padroni, rubati furtivamente dai giardini delle case per poi essere macellati in strada.

 

Perché non proviamo la stessa empatia verso le altre specie

Molti negli occhi di quei cani rivedono lo sguardo e il muso del proprio amico a quattro zampe. Ed è questo del festival di Yulin che ci fa soffrire: come si può uccidere un animale per il solo gusto di mangiarlo quando sappiamo che quell’animale, proprio come il nostro, prova gioia, dolore e paura? Vale la pena spezzare una vita solo per soddisfare pochi minuti di golosità?

Il festival di Yulin, a breve, finirà. Il consumo di carne, in Oriente, è una pratica estremamente limitata e circoscritta a poche remote regioni rurali.

Ogni giorno, invece, 150 milioni di animali vengono uccisi negli allevanti.

Polli, mucche e maiali: specie che sentiamo tanto distanti da noi e per le quali non riusciamo a provare la stessa empatia che abbiamo verso i cani di Yulin.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • antispecismo

Potrebbe interessarti:

L’ipocrisia delle proteste contro il festival di Yulin

L’ipocrisia delle proteste contro il festival di Yulin

Quanta ipocrisia dietro l’affetto per Papa Francesco

Quanta ipocrisia dietro l’affetto per Papa Francesco

Eutanasia nei rifugi gestiti da Peta, lo sdegno degli animalisti italiani

Eutanasia nei rifugi gestiti da Peta, lo sdegno degli animalisti italiani

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}