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L’Italia è vicina agli obiettivi UE per il riciclo dei rifiuti

Dal report “L’Italia che Ricicla”, 10 proposte per un’economia realmente circolare

L’Italia è vicina agli obiettivi UE per il riciclo dei rifiuti

Redazione Redazione 1 Dic 2023

L’Italia si conferma eccellenza europea nel settore del riciclo e nella produzione di nuovi materiali da rifiuti, pienamente in corsa per il raggiungimento degli obiettivi UE al 2025 e al 2035.

È stato presentato il report annuale di Assoambiente “L’Italia che Ricicla 2023” (scarica qui il documento di sintesi), promosso dalla sezione Unicircular di Assoambiente – l’Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche.

In alcuni casi, come per il riciclo degli imballaggi, gli obiettivi europei sono già stati superati. L’Italia di fatto rientra tra i 9 Stati membri dell’UE virtuosi nella gestione dei rifiuti:

  • il riciclo dei rifiuti urbani ha raggiunto quota 51,4% (obiettivo 2025: 55%)
  • il riciclo degli imballaggi il 72,8% (ben oltre il target del 65% al 2025)
  • maggiore impegno servirà per dimezzare, di qui al 2035 la quota di rifiuti che oggi finiscono in discarica, il 20,1%.

Per un sistema economico davvero circolare nell’uso delle risorse, è necessario però seguire un’Agenda di lavoro nei prossimi due anni che ci consenta di compiere il definitivo salto di qualità.

riciclo rifiuti

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Nel Report di quest’anno, Assoambiente ha definito un’Agenda di Lavoro 2024-2025 per le istituzioni nazionali ed europee, un vero e proprio manifesto programmatico dell’industria italiana del riciclo articolato in 10 punti:

  1. “Whatever it takes” per i materiali riciclati: l’efficacia dei processi di riciclo non può prescindere dalla collocazione sui mercati dei prodotti recuperati, oggi in parte inutilizzati.
  2. Quote di riciclato nei prodotti: prescrizione di quote minime di contenuto riciclato nei prodotti. Accanto a questo strumento, è auspicabile un rafforzamento degli acquisti verdi della PA (Green Public Procurement) e dei Criteri Ambientali Minimi.
  3. IVA agevolata per le materie ottenute dal riciclo.
  4. Recupero energetico complementare al riciclo: va rispettata la gerarchia dei rifiuti che lo vede subordinato alla prevenzione e al riciclo, ma preferibile all’incenerimento senza recupero di energia e allo smaltimento in discarica.
  5. Iter autorizzativi più rapidi e certi: è necessario operare uno snellimento delle tempistiche degli iter autorizzativi per la costruzione di nuovi impianti e per l’aggiornamento di quelli esistenti.
  6. Ecodesign: la fase della progettazione dei beni determina fino all’80% dell’impatto ambientale dei prodotti.
  7. Nuovi schemi di responsabilità del produttore di beni: va posto realmente in capo ai produttori dei beni (poi diventati rifiuti), il costo ambientale della gestione degli stessi lungo l’intero ciclo di vita.
  8. Decreti End of Waste: la definizione dei criteri comuni nell’UE dovrà consentire di raggiungere un equilibrio tra mercato e salvaguardia ambientale, partendo dalle applicazioni concrete dei prodotti riciclati.
  9. Trasporto dei rifiuti: vanno uniformate le discipline sulla movimentazione transfrontaliera dei prodotti e dei rifiuti.
  10. Il ruolo di ARERA: appare imprescindibile una maggiore chiarezza nell’impianto di regole disegnato da ARERA e applicato dalle varie Amministrazioni Pubbliche.

riciclo rifiuti

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