Cammelli, lama, alpaca, vigogne e guanachi fanno parte della famiglia dei Camelidi (Camelidae), sono dei mammiferi artiodattili, gli unici rappresentanti viventi del sottordine dei Tilopodi.
Fondamentali per molti aspetti, proprio per questo la FAO ha lanciato ufficialmente l’Anno Internazionale dei Camelidi 2024 (IYC 2024) durante lo scorso 4 dicembre 2023 a Roma.
L’Anno ha l’obiettivo di rendere più consapevole il pubblico e i politici sul ruolo significativo dei camelidi nella protezione degli ecosistemi, nella conservazione della biodiversità, nel garantire la sicurezza alimentare e nell’adattamento ai cambiamenti climatici (scarica qui la presentazione).
La proposta per l’Anno Internazionale dei Camelidi è arrivata dal Governo della Bolivia e presentata dall’Ecuador in qualità di Presidente del Gruppo dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi (GRULAC), è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 ottobre 2017 su raccomandazione della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura).
Sono molteplici le organizzazioni coinvolte nell’iniziativa IYRP 2024, ma non solo, anche i governi, i donatori, gli scienziati, il settore privato e i politici saranno implicati. Oltre a riconoscere l’importanza economica, sociale e culturale dei camelidi, l’Anno incoraggerà i governi e le parti interessate a investire maggiormente nel settore dei camelidi.
La loro importanza
Con il passare degli anni sono divenuti un simbolo della cultura popolare in molti paesi, ma pochi sanno cosa nascondono questi mammiferi artiodattili dal collo lungo.
Vitali per milioni di persone in più di 90 paesi, hanno avuto origine in America ben 45 milioni di anni fa.
I camelidi svolgono, in silenzio, un ruolo importante nel portare avanti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) legati alla battaglia contro la fame, all’eliminazione della povertà estrema, all’emancipazione delle donne e all’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri.
Sono un’importante fonte di sostentamento per milioni di famiglie grazie alla produzione di latte, carne e fibre e fertilizzanti organici, utilizzati come animali da lavoro sorreggono le popolazioni indigene e le comunità locali sia negli altopiani andini del Sud America e sia nei deserti di Africa e Asia.
Sono chiamati anche “navi del deserto” dal momento che aiutano nel trasporto di prodotti e persone, i camelidi prosperano dove altre specie di bestiame non possono sopravvivere. Anche in condizioni climatiche estreme continuano infatti, a produrre fibre e cibo nutriente, affrontando alla perfezione i cambiamenti climatici.
Tutti possiamo contribuire alla salvezza di questi straordinari animali facendo qualcosa in questo nuovo anno, sul sito della FAO ci sono tantissime iniziative da sostenere.
Siamo ancora in tempo per salvare il nostro Pianeta, diamoci da fare!
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