L’energia fotovoltaica che si ottiene dalla trasformazione diretta dell’energia solare in energia elettrica è un’energia pulita e rinnovabile, ma anche economicamente conveniente.
Per rendere più economica, facile e ottimizzata l’installazione di un impianto residenziale di produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici, Wekiwi Solar propone la soluzione dell’Autoconsumo Collettivo Condominiale.
«Se consideriamo che sulla superficie esposta di un condominio di 20 unità non ci starebbero mai i 3-4 kW di impianto per ogni appartamento, la soluzione può essere quella di fare un impianto in comune di Autoconsumo Collettivo Condominiale, ma che può interessare anche negozi, uffici, attività commerciali» spiega Stefano Molle, Country Manager Italia di Wekiwi. «Inoltre, con la realizzazione di impianti collettivi, il carico sulla rete viene gestito in modo più efficiente» aggiunge Molle.
Gli impianti di Autoconsumo Collettivo Condominiale sono la soluzione ideale sia per palazzine con condomini da circa 15 unità, sia per condomini più grandi, anche di 100 unità dove, grazie a un impianto più grande, tutti i condomini possono beneficiare dei vantaggi dell’Autoconsumo Collettivo.

L’impianto fotovoltaico inizialmente realizzato per una singola abitazione, oppure per il condominio in forma di Autoconsumo Collettivo, potrà poi diventare l’impianto di una Comunità Energetica.
Come funziona l’Autoconsumo Collettivo?
«Il primo passo è l’installazione dell’impianto fotovoltaico sul tetto del condominio. Questo impianto fotovoltaico sarà collegato direttamente al contatore condominiale. Quindi l’energia prodotta e utilizzata direttamente dal contatore condominiale porterà subito un vantaggio economico nella bolletta del condominio, perché nelle ore di produzione dell’impianto non preleva corrente dalla rete.
Come secondo aspetto, tutta l’energia prodotta dall’impianto, ma non consumata dal contatore condominiale, verrà immessa nella rete elettrica nazionale. In questo modo il condominio diventa una sorta di società di produzione di energia. Il GSE (ovvero, il Gestore dei Servizi Elettrici italiani, un Ente governativo) pagherà i kW immessi in rete. L’utile verrà suddiviso tra gli autoconsumatori partecipanti in base ai millesimi. .
Il terzo aspetto chiama in causa i membri dell’autoconsumo. Ognuno, nella propria abitazione, continuerà a consumare la stessa energia, con lo stesso fornitore, cercando semplicemente di concentrare il proprio consumo di energia quando l’impianto fotovoltaico è in produzione, così che il GSE premierà la loro ottimizzazione energetica “rinnovabile” con un ulteriore incentivo per l’energia condivisa, per 20 anni e la ripartizione sarà definita in Assemblea. Il GSE pagherà quindi un “premio” in bolletta a ogni condomino per i consumi effettuati nelle ore di produzione dell’impianto» spiega Luca Gaffuri, Managing Director Partner Weservice.

Close up of man technician in work gloves installing stand-alone photovoltaic solar panel system under beautiful blue sky with clouds. Concept of alternative energy and power sustainable resources.
L’indirizzo del futuro
Una soluzione alla produzione e consumo sostenibili di energia è rappresentata dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Queste incarnano una sostenibilità realizzata e controllata localmente dagli utenti.
«Queste comunità sono nate come parte di un’evoluzione delle politiche energetiche europee e nazionali e mirano a promuovere l’efficienza energetica, la produzione di energia rinnovabile e la partecipazione dei cittadini nella transizione verso un sistema energetico più sostenibile. Permettono ai membri di un’intera comunità di beneficiare delle energie rinnovabili autoprodotte in loco e di cedere l’energia eccedente.
Questo sistema mira a creare delle aree urbane completamente indipendenti dal punto di vista energetico, decentralizzate e veramente green, con un concreto risparmio in bolletta» spiega Stefano Molle.
La produzione, però, non è limitata ai pannelli solari, perché si può fare una Comunità Energetica anche con la geotermia, l’idroelettrico o con qualsiasi altra fonte di energia rinnovabile.
«Le Comunità Energetiche vengono oggigiorno immaginate a livello comunale. Le si fa per le scuole, per gli ospedali, per gli uffici del Comune stesso» aggiunge Luca Gaffuri.
Innovativi per vocazione
Wekiwi nasce dal Gruppo Tremagi – di cui fa parte anche Illumia SpA – che, nel 2016, lancia Wekiwi come brand “smart” operante solo online.
Come società “smart”, Wekiwi non si limita alla distribuzione di energia, ma offre ai propri clienti gli strumenti giusti per educare a un consumo consapevole dell’energia e quindi a un risparmio economico con benefici per l’ambiente.
Il nome Wekiwi è la composizione di “we” (noi) e “kiwi”, acronimo di KW (Kilowatt).
Wekiwisolar è il brand di Wekiwi che si occupa dal 2018 di fotovoltaico, a cui si sono poi aggiunte le colonnine elettriche e le wall box per la ricarica delle auto e i pannelli solari da balcone. Ora si occuperà anche di Autoconsumo Collettivo e di Comunità Energetiche Rinnovabili.
Per informazioni, contatti e approfondimenti: www.wekiwi.it
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