La delibera presentata dall’assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, è stata approvata dalla Giunta del comune di Roma. Il provvedimento presenta uno studio di fattibilità per l’installazione di una barriera metallica anticinghiali lungo via Cristoforo Colombo nel tratto di complanare adiacente alla Riserva naturale statale del litorale romano.
Per l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) si tratta forse del primo segnale di un diverso approccio nella gestione della fauna selvatica a Roma.
«I due chilometri e mezzo di barriere annunciate dall’assessore Alfonsi sono solo una delle soluzioni “amiche degli animali” possibili nella gestione di cinghiali» commenta la delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli.
La prevenzione è l’unica soluzione efficace
La soluzione per contrastare la presenza dei cinghiali nelle aree urbane, infatti, può essere solo nella prevenzione. La politica degli abbattimenti è ascientifica, cruenta e non etica. Non solo, è anche inefficace. I dati diffusi dall’Ispra sulla popolazione dei cinghiali in Italia e sugli abbattimenti attestano che “più ne abbatti, più si moltiplicano”.
«Non lo diciamo solo noi: lo attestano etologi, zoologi, naturalisti. «Il problema della presenza dei cinghiali in città è dovuta a una scorretta raccolta dei rifiuti: dov’è attuata la raccolta porta a porta i cinghiali non si presentano negli abitati. Inoltre, ancor più a monte, vi è la politica dei “ripopolamenti” degli anni passati: i cinghiali che popolano oggi l’Italia, più grandi e prolifici degli autoctoni, sono stati introdotti dai Paesi dell’Est Europa a uso e consumo dei cacciatori, cui ora si ricorre per risolvere un problema che loro stessi hanno determinato» dichiara il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto.
Per arginare il fenomeno la politica dovrebbe adottare azioni di prevenzione come la pulizia del territorio, la corretta raccolta dei rifiuti, l’uso di dissuasori, fino alla sterilizzazione farmacologica.
Tra gli interventi cruelty-free, l’Oipa ricorda che, per evitare gli attraversamenti della fauna selvatica, oltre alle barriere possono essere installati dissuasori acustici, dossi nella viabilità minore, e allestiti i cosiddetti “corridoi ecologici”.
In più larga scala, il problema può e deve essere affrontato con una migliore gestione della raccolta rifiuti, possibilmente introducendo la raccolta porta a porta, e la chiusura di tutti i varchi dei parchi e delle riserve che insistono sulla Capitale.
Aprire la caccia al cinghiale, narcotizzare e poi abbattere gli esemplari che si spingono nelle zone urbanizzate sono soluzioni violente, non etiche, detestate dalla cittadinanza.
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