Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna con un’interrogazione presentata in Commissione Ambiente ha acceso i riflettori sulla diffusione nell’ambiente della Regione dei composti chimici noti come PFAS e sui potenziali effetti nocivi sulla salute dei residenti.
Obiettivo dell’interrogazione è di fare il punto sull’inquinamento da PFAS in Emilia-Romagna e sulle misure in atto per prevenire la diffusione di queste sostanze altamente inquinanti, presenti anche in oggetti di uso domestico, come per esempio le padelle antiaderenti.
Nelle premesse dell’interrogazione si sottolinea che la preoccupazione principale a carico delle contaminazioni da PFAS riguarda la capacità di bioaccumulo nel corpo umano e nell’ambiente e la loro persistenza.
I PFAS sono composti chimici utilizzati a partire dagli anni ’40 del secolo scorso per la loro resistenza al calore, all’olio, all’acqua e agli agenti chimici e sono tuttora ampiamente utilizzati in una vasta gamma di prodotti industriali e di uso domestico.
Parecchi studi hanno associato l’esposizione ai PFAS a una serie di gravi problemi di salute. L’ultimo studio in ordine di tempo in tal senso è stato pubblicato a inizio maggio 2024 dall’Università di Padova.
La situazione in Emilia-Romagna
Al confine con l’Emilia-Romagna, separate dal fiume PO, si trovano tre delle Regioni che denunciano i problemi più rilevanti: Veneto, Lombardia e Piemonte.
Qui i PFAS sono stati rilevati anche nelle acque del Po.
In risposta ai crescenti timori per i danni alla salute e per l’ampia diffusione di queste sostanze, il testo dell’interrogazione di Silvia Zamboni ricorda che nel tempo sono stati intensificati gli interventi per individuare e gestire le fonti di contaminazione presenti nell’ambiente.
Nel giugno 2021 l’assessora Irene Priolo, in risposta a un’interrogazione, aveva reso noto che in Emilia-Romagna sono presenti 199 aziende che producono o utilizzano nei processi produttivi sostanze PFAS, per le quali non sono presenti monitoraggi allo scarico in quanto non previsti dalla normativa e aveva annunciato l’avvio di un primo monitoraggio, nel secondo semestre 2021, attraverso alcuni campionamenti dell’acqua di rete per gli acquedotti che servono il maggior numero di abitanti.
Con l’interrogazione, la consigliera Silvia Zamboni ha, quindi, inteso chiarire quali risultati abbia dato il monitoraggio e quali misure abbia messo in campo la Giunta.

Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Al momento non sono state evidenziate criticità
La Vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Silvia Zamboni si è dichiarata soddisfatta della risposta ricevuta: «La dettagliata risposta della Vice Presidente Priolo mi ha soddisfatta per i dati che contiene. Informazioni che analizzerò puntualmente per valutare la portata reale del problema PFAS nella nostra regione».
Resta peraltro da proseguire il campionamento aumentando le stazioni di monitoraggio (oggi 60 quelle coinvolte) e le sostanze cercate.
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