La montagna conserva meglio della pianura la ricchezza in biodiversità di piante un tempo largamente coltivate anche in pianura, dove però oggi sono scomparse quasi ovunque, sostituite da ibridi moderni.
La Romagna collinare e montana ha un primato: è tra le zone più ricche del nord Italia, se non la più ricca, di “antiche” varietà agricole tradizionali.
Lo hanno confermato vari anni di indagini svolte dall’Università di Pavia, che con la sua banca dei semi si è occupata della Romagna collinare e montana, parte del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.
Questa ricchezza in agro-biodiversità tradizionale è disponibile per la conoscenza di tutti grazie a un libro pubblicato dal Parco: “Varietà ortive e cerealicole del Parco Nazionale e del GAL – L’altra Romagna”, reso possibile grazie a un progetto cofinanziato dal GAL, Gruppo di Azione Locale, che ha sede a Sarsina e che interessa 21 comuni montani, nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna.
Il segreto della biodiversità montana
In montagna, grazie anche all’asprezza topografica, permangono spesso zone limitate, magari in orti famigliari o poco più, legate a piccole produzioni che continuano una tradizione tramandata di padre in figlio, con la propria semente. Una biodiversità sopravvissuta alle trasformazioni del mondo moderno, in cui ormai nessuno si occupa dei semi e di far crescere in semenzaio le nuove piantine.
Girando per orti tra le colline di queste zone invece si possono ancora trovare ricche raccolte di pomodori, con sapori intensi e interessanti, ma anche mais per fare farina da polenta, fagioli dai colori e forme bizzarre, zucche, fave, ceci, ecc.
Questa biodiversità viene narrata per tipologia di prodotto nel libro a cura di un gruppo di sette ricercatori che ha lavorato alla ricerca di questi “semi e varietà perdute”.
I ricercatori
Graziano Rossi (Università di Pavia, Dip. di Scienze della Terra e dell’Ambiente), Stefano Tempesti (Geografo, già borsista all’Università di Pavia), Adriano Ravasio (Università di Pavia, Dip. di Scienze della Terra e dell’Ambiente), Nicola Ardenghi (Università di Pavia, Orto Botanico), Davide Alberti (Parco Nazionale Foreste Casentinesi), Marco Canella (Naturalista Agrotecnico) e Marisa Fontana (Tecnico agrario).
Copia della pubblicazione è disponibile contattando gli uffici del Parco:
ufficiopromozione@parcoforestecasentinesi.it (tel. 0543/971375).
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