Val Fiorentina, fetta di Dolomiti sovrastata dalla mole del Monte Pelmo, il “caregòn de ’l Padreterno” (la sedia di Dio), magnifico torrione roccioso la cui cima tocca i 3.168 m/slm e che si vanta essere la prima cima dolomitica a esser stata scalata nel 1857 dall’irlandese John Ball. Ma noi siamo interessati a una storia più antica: molti han sentito parlare di Ötzi, l’uomo di Similaun, vissuto 5 mila anni fa e che oggi riposa in un museo di Bolzano dopo aver svelato molti segreti della sua vita preistorica. Ebbene, in Val Fiorentina si trova suo “zio” Valmo che di anni ne ha 8 mila.
Il ritrovamento della sua sepoltura, sul piano di Mondeval a quota 2 mila metri, ha rappresentato una sorpresa, poiché l’acidità del terreno alpino ben di rado permette ritrovamenti articolati. In questo caso, invece, è stato rinvenuto lo scheletro intero, oltre i suoi attrezzi di selce e, soprattutto, resti di cibo che han permesso di ricostruire la dieta del tempo facendo capire che già in un tempo così lontano i nostri antenati, ancora cacciatori ma già allevatori, avevano capito l’importanza dell’alpeggio estivo di quota.
Il Museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore ci permette di osservare nel dettaglio i ritrovamenti, andando anche alla scoperta della geologia e della storia del tempo fossilizzata anche in straordinarie orme di dinosauro che si trovano a poca distanza, oltre il Passo Staulanza.
Dopo la visita al museo non possiamo che mettere gli scarponi ai piedi per andare a vedere dal vero il sito dei ritrovamenti.
Da Selva di Cadore saliamo in direzione del Passo Staulanza e al terzo tornante troviamo sulla sinistra il parcheggio (1.663 m/slm). Da qui proseguiamo a piedi sulla comoda sterrata che lambendo le grigie e ripide pareti del Pelmo ci porta agevolmente prima alla Malga Fiorentina e quindi al rifugio Città di Fiume (1.917 m/slm).
Proseguiamo ora per arrivare alla verde Forcella de la Puina (2.034 m/slm) e, dopo una discesa all’ombra del bosco, alla Forcella Roan (1.999 m/slm). Attraverso pascoli il sentiero ci porta a una zona di massi erratici e alla Malga Prendera (2.148 m/slm) da cui, ormai in ambiente prettamente dolomitico saliamo ripidamente alla Forcella Ambrizzola (2.277 m/slm) da cui si apre una grandiosa vista su Croda da Lago, Cortina d’Ampezzo e le sue montagne che vanno dall’Antelao al Cristallo.
È difficile lasciare questa balconata ma giriamo le spalle al panorama per scendere verso il verdeggiante altopiano di Mondeval. Il sentiero più evidente punta in direzione del Passo Giau ma ad un certo punto un cartello ci indica la deviazione verso sinistra, lungo un sentiero più piccolo che ci porta alla meta: il grande masso erratico che per millenni ha rappresentato la base per i ricoveri dei cacciatori-pastori, tra cui Valmo (2.165 m/slm).
Il vasto pianoro è perfetto per una sosta prima di rientrare per la medesima strada dell’andata, e non possiamo fare a meno di provare una grande ammirazione per la capacità di adattamento di questo nostro progenitore, capace di sopravvivere a quote così elevate, tanto che la nostra immaginazione ce lo farà vedere camminare accanto da buon amico, con la sua lancia di osso.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 8,5 km
Dislivello: +660 -190 m
Tempo al netto delle soste: 3 h
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
- Mondeval Val Fiorentina. © F. Voglino/A. Porporato
- Mondeval Val Fiorentina. © F. Voglino/A. Porporato
- Mondeval Val Fiorentina. © F. Voglino/A. Porporato
- Mondeval Val Fiorentina. © F. Voglino/A. Porporato
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