Nessuna paura, la frana che causò l’allargamento del lago di Antrona risale al 27 luglio 1642, quando dalla cima del monte Pozzuoli si staccarono 12 milioni di metri cubi di rocce che ricoprirono il fondovalle per oltre 2 chilometri, arrivando fino alle porte di Antronapiana, seppellendo una quarantina di case e purtroppo un centinaio di abitanti. Da allora non si sono più avuti eventi catastrofici e la zona della frana è diventata una specie di museo geologico all’aria aperta dove è possibile vedere dal vivo come la natura si sappia riprendere i propri spazi.
Lo diciamo subito: al lago di Antrona si potrebbe arrivare in auto ma la strada è stretta ed il lago assai frequentato, soprattutto nel periodo estivo. Preferiamo così lasciare la vettura ai parcheggi di Antronapiana (908 m/slm), dominato dalla mole della chiesa di San Lorenzo, edificata nel Seicento a sostituzione della duecentesca parrocchiale andata distrutta. Dalla strada provinciale ci dirigiamo verso la passerella pedonale e una volta oltre saliamo sul terrapieno tra un canale ed il torrente Ovesca, su cui si trova una piacevole area picnic con giochi per i bambini (fontana).
Dal sentiero sulla massicciata inizia il nostro percorso che ci porta inizialmente in ambiente più agreste, passando accanto alla pista da pattinaggio ed un casolare. Toccato una prima volta l’asfalto siamo ora guidati dai cartelli “Antrona Lago” e su bella selciata in salita arriviamo alla piccola borgata di Cimallegra (1.014 m/slm) con case di pietra e immerse nella tranquillità del bosco. Una breve salita ci porta sulla strada asfaltata e ne percorriamo un tratto fin dopo la curva, dove dobbiamo prestare attenzione ad un sentiero un po’ nascosto sulla sinistra, segnato dal cartello “Antrona Lago”.
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
Guidati dai segni bianco rossi scendiamo in modo abbastanza ripido tra grosse pietre in mezzo al bosco, fino a raggiungere un idilliaco ponte di legno e una rilassante panchina da meditazione su cui soffermarsi qualche tempo nel piacevole ascolto dei suoni della natura, come lo scorrere tranquillo del torrente gorgogliante.
Ripresa la marcia percorriamo ora i resti dell’antica frana fino a che i segni bianco/rossi e gli ometti di pietre ci portano su una strada asfaltata che andremo a percorrere verso sinistra fino a raggiungere il bar-ristorante (1.105 m/slm) che anticipa il lago di Antrona di cui ora percorreremo il periplo.
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
Il giro del lago è possibile in entrambi i sensi e noi scegliamo quello in senso orario, con la prima metà che si snoda su tranquilla strada sterrata, ampia e pianeggiante, facile da percorrere, mentre la vista spazia sul lago e sulla cascata del Sajont che scende fragorosa sulla riva opposta.
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
- Giro del lago di Antrona. © F. Voglino/A. Porporato
Passati dunque alle spalle del bar seguiamo semplicemente la segnaletica “Giro del Lago” camminando sui passi della storia poiché il primo tratto si sovrappone alla Strada Antronesca, un’antica via di collegamento che attraverso il Passo di Saas, a quota 2.839 m/slm, metteva in comunicazione l’Ossolano con la svizzera Saastal. Usata forse già in epoca romana, rimase danneggiata dalla frana che creò il lago, per perdere definitivamente importanza con la costruzione della strada Napoleonica del Sempione.
All’estremità opposta del lago troviamo un ponte che permette l’attraversamento del torrente Troncone che qui si incunea suggestivo tra le rocce. Il percorso si fa ora più stretto e ci porta in breve ad una ripida scala metallica che diventa poi passerella sospesa, permettendoci di passare, in maniera assai suggestiva, all’interno della cascata del Sajont (1.145 m/slm), così da avere un “punto di vista” inconsueto!
Terminata la passerella metallica il sentiero prosegue con andamento altalenante alternando salite a discesa, sempre brevi, per passare infine in una zona caratterizzata da grossi massi che ci portano alle spalle del bar-ristorante. Abbiamo terminato il magnifico anello del lago e da qui ripercorriamo semplicemente la medesima via dell’andata.
Note
Dati anello
Lunghezza: 7 km
Dislivello: 250 m
Tempo al netto delle soste: 2 h 30 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Attenzione: meglio non percorrere il tratto delle passerelle durante forti piogge e temporali che potrebbero ingrossare improvvisamente la cascata.
Link utili
www.comune.antronaschieranco.vb.it
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