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stai leggendo Osservati speciali: i picchi neri
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Natura
Animali, piante e habitat
PANEVEGGIO-PALE DI SAN MARTINO

Osservati speciali: i picchi neri

Questi Picidi approfittano dell'indebolimento delle piante dovuto al bostrico per scavare le loro cavità

Osservati speciali: i picchi neri
Maschio di picchio nero nei pressi del nido. © L. Marchesi/MUSE

Redazione Redazione 19 Dic 2024

Nel Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino i picchi neri stanno “approfittando” dell’epidemia di bostrico tipografo (Ips typographus) per costruire nuovi nidi sulle piante parassitate.

Vista l’importanza dei tronchi infestati per picchi neri e altre specie nidificanti, grazie alla collaborazione con l’Agenzia provinciale delle foreste demaniali è stata avviata nella foresta di Paneveggio (TN) una fase di sperimentazione che prevede l’individuazione, la marcatura e la tutela degli alberi bostricati con cavità.

Il 29 ottobre 2018, vaste porzioni delle foreste del nord-est italiano furono distrutte dalla tempesta Vaia e, con esse, circa il il 50% degli alberi precedentemente marcati. Come conseguenza diretta di Vaia, si è poi assistito alla rapida diffusione del bostrico, anche a causa del susseguirsi di inverni miti e primavere ed estati calde e secche.

I disturbi naturali su vasta scala come incendi, tempeste di vento ed epidemie sono tra i principali fattori che influenzano composizione e struttura delle foreste temperate.

Negli ecosistemi forestali, il ruolo degli uccelli come indicatori biologici è determinato dall’azione che esercitano sulla struttura e funzione del bosco in quanto dispersori di semi, impollinatori, predatori e/o prede e ingegneri ecosistemici. Quest’ultima azione, svolta soprattutto dai Picidi attraverso la costruzione di cavità che vengono poi utilizzate da molte altre specie.

In particolare, il picchio nero è specie prioritaria, in quanto scava le cavità più grandi.

nido di picchio nero

Un nido di picchio nero in una pianta infetta dal bostrico. © L. Marchesi/MUSE

L’avifauna nidificante dopo la tempesta Vaia

A seguito di Vaia e dell’epidemia di bostrico, nel 2022 è iniziato, grazie alla collaborazione tra il Museo delle Scienze di Trento (MUSE), il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino e il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, un progetto pluriennale di monitoraggio dell’avifauna nidificante nelle aree del Parco interessate dalla tempesta, che prevede di marcare nuovi siti di nidificazione.

pianta bostricata

Marcatura con “P” di una pianta bostricata con cavità. © C. Bettega/MUSE

I primi risultati del progetto pluriennale sono stati pubblicati sulla rivista Animal Conservation nell’articolo “No quiet after the storm: Emergency forestry operations put Alpine forest biodiversity at risk 5 years after major windstorm”.

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«In questo contesto estremamente dinamico, comprendere gli effetti nel tempo di questo tipo di eventi sulle comunità biologiche degli ecosistemi forestali e degli ambienti a essi legati è essenziale, sia per indirizzare le nuove modalità di gestione delle aree interessate, sia per favorire la ripresa delle foreste, anche in termini produttivi e paesaggistici, così come per il mantenimento di elevati livelli di biodiversità» spiegano Chiara Bettega e Luigi Marchesi del MUSE, prima autrice e primo autore dell’articolo.

 

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