Nel Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino i picchi neri stanno “approfittando” dell’epidemia di bostrico tipografo (Ips typographus) per costruire nuovi nidi sulle piante parassitate.
Vista l’importanza dei tronchi infestati per picchi neri e altre specie nidificanti, grazie alla collaborazione con l’Agenzia provinciale delle foreste demaniali è stata avviata nella foresta di Paneveggio (TN) una fase di sperimentazione che prevede l’individuazione, la marcatura e la tutela degli alberi bostricati con cavità.
Il 29 ottobre 2018, vaste porzioni delle foreste del nord-est italiano furono distrutte dalla tempesta Vaia e, con esse, circa il il 50% degli alberi precedentemente marcati. Come conseguenza diretta di Vaia, si è poi assistito alla rapida diffusione del bostrico, anche a causa del susseguirsi di inverni miti e primavere ed estati calde e secche.
I disturbi naturali su vasta scala come incendi, tempeste di vento ed epidemie sono tra i principali fattori che influenzano composizione e struttura delle foreste temperate.
Negli ecosistemi forestali, il ruolo degli uccelli come indicatori biologici è determinato dall’azione che esercitano sulla struttura e funzione del bosco in quanto dispersori di semi, impollinatori, predatori e/o prede e ingegneri ecosistemici. Quest’ultima azione, svolta soprattutto dai Picidi attraverso la costruzione di cavità che vengono poi utilizzate da molte altre specie.
In particolare, il picchio nero è specie prioritaria, in quanto scava le cavità più grandi.
L’avifauna nidificante dopo la tempesta Vaia
A seguito di Vaia e dell’epidemia di bostrico, nel 2022 è iniziato, grazie alla collaborazione tra il Museo delle Scienze di Trento (MUSE), il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino e il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, un progetto pluriennale di monitoraggio dell’avifauna nidificante nelle aree del Parco interessate dalla tempesta, che prevede di marcare nuovi siti di nidificazione.
I primi risultati del progetto pluriennale sono stati pubblicati sulla rivista Animal Conservation nell’articolo “No quiet after the storm: Emergency forestry operations put Alpine forest biodiversity at risk 5 years after major windstorm”.
«In questo contesto estremamente dinamico, comprendere gli effetti nel tempo di questo tipo di eventi sulle comunità biologiche degli ecosistemi forestali e degli ambienti a essi legati è essenziale, sia per indirizzare le nuove modalità di gestione delle aree interessate, sia per favorire la ripresa delle foreste, anche in termini produttivi e paesaggistici, così come per il mantenimento di elevati livelli di biodiversità» spiegano Chiara Bettega e Luigi Marchesi del MUSE, prima autrice e primo autore dell’articolo.
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