Siamo in località Mortola, a Ventimiglia, poco oltre il centro abitato e a poca distanza dal confine con la Francia, e qui il bellissimo parco dei Giardini Hanbury si estende su una superficie di 18 ettari coltivata metà a giardino e metà da vegetazione semi naturale, con oltre 5800 specie di piante ornamentali, officinali e da frutto che fanno da contorno al panorama di questo tratto di costa ligure.
Entrando nel portale d’ingresso (100 m/slm) alziamo gli occhi alla chiave di volta dove si trova un ideogramma cinese: “Fô”, il cui significato è felicità. Con questo buon augurio cominciamo a scendere, sempre ben guidati dai pannelli didattici, per inoltrarci in questo straordinario mondo botanico.
Le essenze si susseguono numerose, per conoscerle tutte consigliamo di prendere il depliant alla biglietteria, ma nascoste tra esse troviamo anche fontane ed edifici diversi, come la Fontana Nirvana del 1872 sovrastata da possenti agave, e il tempietto, una costruzione circolare sotto la quale riposano le ceneri di Dorothy Simons-Jeune, grande artefice del giardino e ultima proprietaria.
Un ombroso pergolato ci porta verso e alle piante succulente aprendo la visuale verso l’insenatura di Ventimiglia. Un po’ nascosta, troviamo anche la Fontana dei Drago dove cresce il papiro più settentrionale d’Europa.
Ancora un bel pergolato ed eccoci al Palazzo dal cui Loggiato si apre una vista bellissima verso il mare, ma a incuriosirci è la settecentesca Campana Giapponese in bronzo che in origine si trovava in un tempio buddista. Le scritte, in giapponese, ne narrano la storia della consacrazione e la lista dei contribuenti con tanto di data e località.
Passando sotto un arco accediamo ai Giardinetti, tre terrazze ricavate da ruderi, e spostandosi verso ovest incontriamo il Mausoleo Moresco in cui sono tumulate le ceneri di Sir Thomas Hanbury e della moglie, ideatori del giardino.
Inglese, Sir Thomas Hanbury nasce nel 1832 e fa fortuna nell’importazione di tè e sete dalla Cina. In viaggio per la Costa Azzurra, si innamora del capo di Mortola dedicando tutte le sue energie per la creazione di un giardino di piante esotiche e sostenendo, nel contempo, numerose opere filantropiche aiutato dal fratello, farmacista e botanico. La sua opera prosegue con il figlio Cecil sostenuto dalla moglie Dorothy Symons-Jeune, ultima proprietaria.
Continuiamo a scendere seguendo un viale di cipressi, scavalchiamo l’antica Strada Romana e arriviamo alla Piana, ricca di ulivi e agrumi. E un grande ulivo si trova proprio sul sentiero, tanto che una parte è stata, purtroppo, tagliata per permettere il transito: si pensi che ha almeno 400 anni!
Nel punto più basso (10 m/slm), troviamo il Posto di Ristoro che, anticamente, ospitava la lavanderia e l’orto di famiglia.
Da qui torniamo indietro, tenendoci sul lato opposto a quello della discesa così da visitare anche il versante non ancora visto e grazie alle ampie rampe la fatica della salita è minima e ci riporta all’ideogramma augurale di fortuna.
Note
Dati totali anello
Lunghezza: a partire da 2 km
Dislivello: 100 m
Tempo al netto delle soste: 1h
Link utili
- Parco dei Giardini Hanbury. © F. Voglino/A. Porporato
- Parco dei Giardini Hanbury. © F. Voglino/A. Porporato
- Parco dei Giardini Hanbury. © F. Voglino/A. Porporato
- Parco dei Giardini Hanbury. © F. Voglino/A. Porporato
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