I campi di lavanda sono uno spettacolo imperdibile per chi ama la fotografia e per chi adora le fioriture in tutte le sue forme, in special modo verso la fine di giugno quando le piante sembrano rincorrersi su per i dolci pendii fino a scontrarsi contro i campi di elicriso dal giallo solare e le erbe officinali dagli intensi profumi, creando una palette di colori molto romantica e scenografica e le sfere colorate che risuonano del ronzio delle api laboriose formano lunghe file che seguono le ondulazioni del terreno perdendosi all’orizzonte.
Sale San Giovanni è un borgo posto a circa 600 metri di altitudine che ha saputo reinventarsi con le coltivazioni di lavanda, elicriso e altre piante officinali come rosmarino, salvia, melissa…
In pochi anni, la coltivazione a Sale San Giovanni si è ampliata ed oggi è una piacevole ed insolita realtà turistica con tre percorsi segnalati e chiusi al traffico, così da poter passeggiare in tutta tranquillità.
Ma non solo campi coltivati e plein air, nel comune si trovano anche piccoli gioielli architettonici che in occasione del periodo della fioritura vengono aperti e offrono visite guidate come la pieve di San Giovanni che risalirebbe all’anno Mille e che conserva affreschi del XIII-XVIII secolo. Altri edifici interessanti sono la settecentesca chiesa di San Giovanni Battista, all’interno del Borgo, la piccola cappella di San Sebastiano del XV secolo, il castello Marchesi Incisa di Camerana, e la cappella di Santa Anastasia del 1050 con affreschi del XII-XVIII secolo.
Inoltre ecco l’arboreto Prandi, creato verso l’inizio del Novecento da Carlo Domenico Prandi, ferroviere con una spiccata passione per la botanica, che presenta oggi piante di particolare interesse botanico e paesaggistico-ambientale mentre gli edifici del vecchio podere sono diventati sede di biblioteca, sala d’incontro e laboratori didattici.
Note
La partenza dei percorsi è in prossimità della Pieve di San Giovanni e sono:
Verde, “agropanoramico” e il più facile perché tutto su asfalto, lungo 7,5 chilometri e necessita di almeno 2 ore per percorrerlo.
Azzurro, medio-facile, si sovrappone interamente al percorso verde ampliandolo con strade sterrate e sentieri. È lungo una decina di chilometri con un dislivello di 260 metri, necessita di almeno 3 ore.
Arancione, il più impegnativo poiché utilizza solo in parte le strade asfaltate tenendosi soprattutto su sentieri e sterrate. Si sovrappone solo in minima parte ai due percorsi precedenti ed è lungo 9 chilometri con un dislivello di 340 metri, necessita di almeno 4 ore.
Il periodo per visitare questa “piccola Provenza” è tra la metà di giugno e la metà di luglio prima che i preziosi fiori vengano raccolti ma, attenzione, l’arte della coltivazione non è una scienza esatta poiché tutto è legato alla natura e ogni anno si potrebbe avere un anticipo o un ritardo del raccolto, secondo le temperature e il clima stagionale. Prima di partire meglio informarsi presso il sito ufficiale.
Viene richiesto un piccolo obolo d’ingresso (2,00 €), utile per il mantenimento dei percorsi e per rimediare ai disagi apportati da un grande flusso di turisti (basti pensare allo smaltimento dei rifiuti…). Con il braccialetto-biglietto che viene fornito, è possibile partecipare alle visite guidate presso i principali monumenti.
Non ci sono vere e proprie regole scritte ma, poiché la lavanda e i campi che si vanno ad attraversare sono il sostentamento dei contadini, si richiede di averne rispetto.
Link utili
- Sale San Giovanni, Anello della Lavanda. © F. Voglino / A. Porporato
- Sale San Giovanni, Anello della Lavanda. © F. Voglino / A. Porporato
- Sale San Giovanni, Anello della Lavanda. © F. Voglino / A. Porporato
- Sale San Giovanni, Anello della Lavanda. © F. Voglino / A. Porporato
- Sale San Giovanni, Anello della Lavanda. © F. Voglino / A. Porporato
- Sale San Giovanni, Anello della Lavanda. © F. Voglino / A. Porporato
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