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Verso il cielo: alla Sacra di San Michele a piedi

Simbolo della Regione Piemonte, la Sacra di San Michele è evocativamente arroccata sulla roccia e quasi accessibile con le vetture, ma perché non raggiungerla a piedi, come antichi pellegrini?

Verso il cielo: alla Sacra di San Michele a piedi
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Franco Voglino e Annalisa Porporato Franco Voglino e Annalisa Porporato 2 mesi fa

Ben visibile all’imbocco della valle di Susa, la Sacra di San Michele ha anche ispirato, con le sue forme ardite e austere, uno scrittore del calibro di Umberto Eco per la sua opera Il nome della Rosa, da cui è stato tratto anche un film nel 1986, con Sean Connery protagonista.

Partiamo dalla stazione ferroviaria di Sant’Ambrogio di Torino (350 m/slm), lungo la linea ferroviaria Torino-Bardonecchia, incamminandoci verso le pendici montane su cui già svetta la sagoma della Sacra.

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Dopo l’edificio del Comune arriviamo nei pressi della duecentesca Torre della Dogana per andare quindi a sinistra, camminando sempre dritti fino ad una rotonda.

Sì, stiamo uscendo dal centro abitato e, sì, la Sacra è alle nostre spalle ma, tranquilli, la raggiungeremo effettuando un piacevole anello.

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Dopo un primo tratto pianeggiante e, lo ammettiamo, meno interessante, andremo infatti a prendere la Via dei Principi e spiegheremo a tempo e luogo il perché di questo nome…

Alla rotonda seguiamo verso destra la segnaletica per il campo sportivo fino alla settecentesca Madonna delle Grazie dove teniamo la destra, passando accanto alla cappella verso località Bertassi. Poco prima delle abitazioni ecco una strada sterrata che si stacca verso destra, con un pilone votivo proprio all’imbocco.

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Da qui seguiremo i cartelli “Sentiero dei Principi” inizialmente su sterrata, poi mulattiera e infine sentiero, salendo in modo abbastanza ripido nel bosco, affrontando il tratto più scosceso dell’intero itinerario. Giunti su una strada asfaltata la percorriamo brevemente verso sinistra per raggiungere borgata Mortera (645 m/slm), nome che indica il punto in cui si fermò per riposare il corteo funebre.

E qui spieghiamo anche il perché del nome di “Strada dei Principi”: il 25 ottobre 1836 qui transitò il corteo che trasportava alcune delle salme di Casa Savoia, su decisione di re Carlo Alberto che voleva fare della Sacra il Mausoleo della Real Casa.

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Fine della parte storica, entriamo nella borgata per imboccare la strada che passa a monte degli edifici, salendo ora in modo graduale nuovamente nel bosco raggiungendo Pian di Fan e una balconata panoramica sulla vallata sottostante.

Con alcuni sali-e-scendi e forti zig-zag passiamo accanto ad un ripetitore e arriviamo alla seconda, magnifica, balconata con vista sulla mole della Sacra (890 m/slm).

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Inizia ora il tratto più bello in assoluto, piacevole e rilassante, in leggera discesa e in mezzo alle faggete, con vista quasi continua sul complesso della Sacra che si innalza sulla roccia.

Scendiamo sull’asfalto poco prima del Piazzale della Croce Nera per arrivare infine alla meta: il complesso della Sacra di San Michele che ingloba la cima del Monte Pirchiriano (930 m/slm).

Consigliata la visita guidata dell’interno che porta attraverso lo Scalone dei Morti alla Porta dello Zodiaco, fino alla chiesa e alla terrazza panoramica affacciata sulla Torre della Bell’Alda, legata ad una leggenda, che riportiamo alla fine dell’articolo.

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Dopo la visita torniamo indietro fino al bar per prendere poco a valle di questo il tracciato dell’antica mulattiera che scende a sinistra in modo ripido fino alla borgata San Pietro (770 m/slm). Da questo piccolo borgo parte la selciata sassosa che in modo molto ripido e con stretti tornanti ci fa perdere rapidamente di quota, passando accanto alle croci di una Via Crucis.

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La mulattiera sbuca nei pressi del castello abbaziale di Sant’Ambrogio, antica dimora degli abati e distrutto dal generale francese Catinat nel Settecento, in cui si trova ora un un locale dal curioso nome di “L’Om ‘d Fer” (l’uomo di ferro, poiché sembra che l’unico ritrovamento fatto fu una corazza d’armigero…). Una breve discesa ci porta infine alla chiesa parrocchiale e al centro di Sant’Ambrogio di Torino, chiudendo il cerchio.

Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato
Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato
Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

La Torre della Bell’Alda

Alda, giovane fanciulla in fuga dalla soldataglia si gettò terrorizzata dalla torre della Sacra invocando l’aiuto divino che giunse sotto forma di angeli che ne frenarono la caduta, facendola atterrare illesa. Ma il suo orgoglio la spinse a vantarsi e, per superbia, si gettò nuovamente dalla torre per dimostrare la benevolenza del Ahimè, si dice che di lei venne ritrovato un solo orecchio…

Sacra di San Michele

Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Note

Dati totali anello

Lunghezza: 12 km

Dislivello: 600 m

Tempo al netto delle soste: 5 h

 

Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo ed eventuali allerte (arpa.piemonte.it)

 

Link utili

sacradisanmichele.com

comune.santambrogioditorino.to.it

turismotorino.org

visitpiemonte.com

comune.angrogna.to.it

Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato
Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato
Sacra di San Michele
Sacra di San Michele. © F. Voglino / A. Porporato

 

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