Ci sono più vie per raggiungere questa meta e noi scegliamo di partire un po’ più in basso come quota, dalla località Bavastrelli (900 m/slm, frazione del comune di Propata) per avere più varietà paesaggistica.
Seguiamo da subito la segnaletica “rifugio Antola” e il simbolo dei due quadrati gialli vuoti che ci fanno attraversare il piccolo abitato di Bavastrelli per poi percorrere in salita accentuata un’ampia ed evidente selciata attraverso pascoli e radi alberi.
Man mano che prendiamo quota la vegetazione si fa più fitta, soprattutto di roveri e cerri, fino ad arrivare a una prima cappellina dedicata a San Antonio (1.135 m/slm).
Non incontriamo bivi ingannatori e sempre in salita cominciano a farsi fitti i faggi, alcuni anche di notevoli dimensioni. In particolare amiamo il faggio che incontriamo dopo una fontana nei presi di un rudere, un vero patriarca fornito di invitante tavolino ai suoi piedi che invita a fermarsi.
Raggiunta una seconda cappella, dedicata alla Madonna della Guardia (1.245 m/slm), arriviamo anche a un incrocio dove seguiamo la segnaletica “rifugio e monte Antola” su salita molto ripida e selciata.
Quando il percorso si fa più graduale e quasi pianeggiante, arriviamo al bel rifugio Antola (1.460 m/slm) dalla cui terrazza panoramica abbiamo la vista sul sottostante lago di Brugneto e sul mare lontano.
Riprendiamo il cammino lungo il sentiero che parte proprio davanti alla porta del rifugio, seguendo ora il segno dei due pallini gialli e sempre in salita, ora più ripida ora più graduale, passando accanto alle strutture abbandonate di vecchi rifugi: il Musante ed il
Pochi passi ed ecco la bianca chiesetta di San Pietro con, alle sue spalle, diverse tracce che ci portano alla già visibile croce di vetta del monte Antola (1.597 m/sml) da cui si apre una vista a 360° sul mare, fino alla Corsica, e sulle cime interne del Piemonte.
Per il ritorno si ripercorre la medesima via dell’andata, se si intende ripassare dal rifugio, altrimenti si riprende il cammino dalla parte opposta dell’arrivo, seguendo il cartello “Sella est Monte Antola”.
Scesi tra i pascoli alla sella (1.553 m/slm) ci dirigiamo per un poco in direzione del Passo tre Croci prendendo quindi un piccolo sentiero sulla destra.
Attenzione, i segni non sono troppo evidenti e la bellezza della località distrae facilmente: dobbiamo seguire i paletti con tre pallini gialli fino a un albero isolato dove il sentiero si fa di nuovo ben evidente scendendo gradualmente verso un gruppo di faggi. Sempre guidati dai tre pallini gialli attraversiamo diversi boschetti di quest’ultimi, molto belli e suggestivi, alternati a tratti di pascolo aperti con vista su entrambi i lati.
Il sentiero termina su una pista più ampia e la segnaletica “anello del rifugio” ci fa andare a destra con pendenza più graduale e piacevole, portandoci all’incrocio già incontrato in salita poco a monte della piccola cappella della Madonna della Guardia. Da questo punto ripercorriamo la medesima via fatta all’andata.
Una curiosità
I ruderi presso la cima del monte Antola sono i resti di due vecchi rifugi.
Il primo fu costruito da quattro abitanti di Bavestrelli nel 1895 con il contributo del CAI Ligure e gestito da Giovanni Musante, appena rientrato dall’America. Alla sua morte furono i figli Vittorio e Albina a proseguire l’attività fino al 1979, quando l’edificio crollò a causa di un incendio.
Il secondo è il rifugio Bensa, costruito dal CAI nel 1927 e gravemente danneggiato del 1944 da mortai tedeschi in cerca di partigiani. Nel 1954 venne acquistato dalla famiglia Musante e funzionò unitamente alla struttura più vecchia fino al 1996.
Per vari motivi il Parco non è riuscito ad acquistare le strutture, così ha preferito costruire un rifugio ex novo poco più in basso: l’attuale rifugio Parco Antola.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 5 km
Dislivello: 700 m
Tempo al netto delle soste: 13 h
Attenzione: il percorso è intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi su eventuali allerte meteo, (allertaliguria.regione.liguria.it) e occasionali problematiche (www.rifugioantola.com)
Link utili
- Monte Antola. © F. Voglino / A. Porporato
- Monte Antola. © F. Voglino / A. Porporato
- Monte Antola. © F. Voglino / A. Porporato
- Monte Antola. © F. Voglino / A. Porporato
- Monte Antola. © F. Voglino / A. Porporato
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