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Natura
Animali, piante e habitat
CONSERVAZIONE

Il leopardo delle nevi a scuola

L’istruzione è il primo passo per la protezione della natura: un esempio virtuoso in Nepal

Il leopardo delle nevi a scuola
© Anil Adhikari

Alfonso Lucifredi Alfonso Lucifredi 3 Dic 2025

Nel distretto montuoso del Mustang, in Nepal, un’iniziativa pionieristica sta integrando lo studio del leopardo delle nevi nel curriculum scolastico locale. Questa mossa, intrapresa dalla Municipalità Rurale di Gharapjhong, è stata istituita per aumentare la consapevolezza sulla specie e, soprattutto, per mitigare il crescente conflitto tra esseri umani e fauna selvatica che rappresenta una delle maggiori sfide alla conservazione, non soltanto nel paese himalaiano ma in buona parte del mondo.

 

Il Nepal è uno dei 12 Paesi al mondo che ospitano il leopardo delle nevi, una specie iconica, elusiva e gravemente minacciata. La municipalità e si è impegnata a proteggere questa specie, le sue prede e i suoi habitat. Tuttavia, problemi come il riscaldamento globale, la riduzione degli habitat e il conflitto con l’uomo hanno reso sempre più difficili gli sforzi di conservazione. I leopardi delle nevi sono spesso avvistati dalle comunità locali, e il rischio di uccisioni per rappresaglia (quando predano il bestiame domestico come capre e mucche) è un problema significativo.

leopardo delle nevi

© PIRO4D via pixabay.com

A Gharapjhong, l’amministrazione locale ha introdotto l’argomento del leopardo delle nevi nei programmi di studio delle classi di bambini e ragazzi delle scuole locali, con l’intenzione di espandere il progetto a quante più classi possibili. L’obiettivo, dal punto di vista conservativo ma anche politico, sarebbe provare a convincere altre municipalità a seguire l’esempio.

leopardo delle nevi

© Anil Adhikari

Parallelamente, il tema del leopardo delle nevi è stato incluso anche nel curriculum scolastico locale, sviluppato dalle Municipalità di Phaktalung nel Taplejung, anche in questo caso con l’idea di rendere la conservazione istituzionalizzata e sostenibile sul lungo periodo.

Si spera che, insegnando ai bambini l’importanza di questa specie rara e della tutela del suo ecosistema, si assisterà a un calo delle uccisioni di rappresaglia. Gli studenti imparano che ogni specie è vitale per l’ecosistema e che i cambiamenti climatici sono parte delle minacce per la loro esistenza e per il loro habitat montano.

leopardo delle nevi

© Anil Adhikari

Il programma di educazione sulla conservazione del leopardo delle nevi, attivo dall’anno scolastico 2021/22, ha coinvolto finora circa 750 studenti nei distretti di Mustang e Taplejung.

Per trasformare la conoscenza teorica in esperienza pratica, vengono organizzati campi come lo “Snow Leopard Scout Monitoring Camp” e lo “Snow Leopard Nature Tour” negli habitat del carnivoro, ad esempio nelle praterie di Thorangphedi e Chongur, vicino al tempio di Muktinath. Durante questi campi tutti i partecipanti, inclusi studenti, insegnanti e ranger, apprendono come utilizzare strumenti essenziali per il monitoraggio come fototrappole e dispositivi GPS, ma anche più semplici come cannocchiali e binocoli.

leopardo delle nevi

© Anil Adhikari

L’obiettivo finale non è però soltanto la protezione di una specie, per quanto iconica, ma è anche e soprattutto la formazione dei futuri “guardiani della biodiversità” locale. I bambini agiscono da messaggeri, divulgando le nozioni apprese a scuola ai loro familiari e alla comunità.

Gli insegnanti coinvolti nel progetto hanno sottolineato che, quando gli studenti comprendono l’importanza della specie, portano il messaggio a casa, contribuendo a ridurre la percezione di conflitto e divulgando il concetto di coesistenza. Stando alle testimonianze degli studenti, prima di frequentare il corso alcuni di loro pensavano che i leopardi delle nevi fossero simili a cani o gatti, ma hanno capito che in realtà si tratta di fauna selvatica, con le sue esigenze e le sue fragilità, e che necessita di protezione.

Sebbene il conflitto persista — con episodi documentati di leopardi delle nevi che talvolta uccidono grandi quantità di bestiame (come il recente attacco costato 77 changra, una varietà locale di capra, a un agricoltore) — qualcosa sta cambiando.

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La crescente consapevolezza, insieme al sostegno del governo, sta facendo la differenza. Un ruolo importante lo svolge anche il piano strategico 2024-2030, che punta sulla gestione dei conflitti e sul coinvolgimento delle comunità locali. Tutti questi elementi stanno contribuendo a costruire, poco a poco, un autentico senso di coesistenza. Alcuni sforzi, come la creazione di stagni artificiali per fornire acqua alle prede selvatiche nei boschi, mirano a scoraggiare i ghepardi delle nevi dall’avvicinarsi ai villaggi. Come in tanti altri casi in giro per il mondo, la coesistenza con i grandi carnivori passa anche dal ripristino ambientale.

 

Il successo del programma, sostenuto da organizzazioni come Teka Samuha Nepal e Snow Leopard Conservancy, dimostra come l’investimento nell’educazione locale possa garantire la sopravvivenza a lungo termine di animali necessari per il benessere degli ecosistemi, indicatori cruciali della salute ambientale. La conservazione non è solo un compito del governo, ma una responsabilità condivisa che inizia nelle aule scolastiche e si diffonde a macchia d’olio nelle case, nelle piazze, nei luoghi di aggregazione. Chissà se non riusciremo a importare un modello del genere anche alle nostre latitudini.

 

Si ringraziano Anil Adhikari e Sandro Lovari per la collaborazione.

 

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