Proseguendo oltre Domodossola percorriamo la valle Antigorio fino all’abitato di Baceno (655 m/slm). La prima segnaletica (“chiesa monumentale e orridi”) ci porta in pochi passi alla chiesa monumentale di San Gaudenzio del X secolo, con impianto fortemente romanico ed eretta su uno sperone roccioso che la rende imponente anche a chi percorre la valle. Guardando la facciata della chiesa passiamo a sinistra al di sotto di un arco e in discesa sfioriamo la base delle impressionanti arcate di pietra che reggono la struttura dell’edificio.
La mulattiera in discesa ci porta a una sterrata dove seguiamo i cartelli “orrido”, attraversando la località Balmacor e passando al centro di quello che, un tempo, era una marmitta dei giganti. Superato un pilone votivo la strada si fa più pianeggiante e ci porta attraverso un bel castagneto.
Al bivio seguente seguiamo il cartello “Verampio” a destra in discesa per andare subito dopo a sinistra, in salita (cartello “G34c-Orrido e Orat. Santa Lucia”).
Nota: memorizzate questo bivio poiché lo ritroverete al ritorno dell’anello che andremo a fare.
Sfiorata una casetta isolata percorriamo un tratto della strada sopraelevata guidati dalla scritta “orridi” dipinta sulla roccia, così da raggiungere la centrale idroelettrica di Maiesso superata la quale proseguiamo su sentiero inizialmente in salita ripida, poi in discesa graduale attraverso un bosco misto di latifoglie e radi abeti.
Scesi sulla sterrata andiamo a sinistra ignorando una scala a destra (porta all’Orrido Sud che percorreremo dopo), attraversando una zona di prati aperti.
Volendo è possibile effettuare una breve deviazione a destra segnata dal cartello “Cippo del Partigiano e Ponte di Balmasurda 0h05” che porta prima al cippo dedicato al partigiano Luigi Fradelizio che venne ucciso a morte dai nazisti il 30 giugno 1944, rimanendo diversi giorni insepolto. Dopo, una brevissima discesa porta al ponte sull’Orrido di Balmasurda in cui l’acqua del fiume Toce scorre impetuosa.
Tornati sulla sterrata principale la percorriamo fino all’asfalto e poco prima dell’oratorio di Santa Lucia deviamo a sinistra per prendere quasi subito una traccia sulla destra che ci porta all’Orrido nord-est, lungo circa 100 metri (700 m/slm).
Il primo tratto è il più bello e caratteristico, con passaggi stretti che sembrano scomparire, e non essendo particolarmente profondo è luminoso e gradevole anche se la sensazione di entrare in un mondo magico di nani e trolls è forte. Una scalinata porta al secondo tratto che si presenta più basso e aperto.
Raggiunta la sua fine, torniamo indietro e riprendiamo la sterrata fatta, tornando alla scaletta vista in precedenza che ci permette di scendere all’interno dell’Orrido Sud, chiamato anche Tromba d’Uriezzo: lungo circa 200 metri, si presenta con stretti passaggi che si alternano ad ampie sale mentre le pareti salgono anche di venti, trenta metri, in un continuum di suggestioni difficili da rendere in poche parole.
Al suo termine delle scale ci fan salire alla sterrata che in costante discesa ci porta ad un bivio da cui, andando a sinistra (cartello “Marmitte dei Giganti”) arriviamo in breve al ponte che sovrasta un tratto del fiume Toce dove si sono formate, tempo addietro, un gran numero di questi fenomeni geologici.
Ammirate le Marmitte dei Giganti, riprendiamo la sterrata tornando indietro fino al bivio dove seguiamo ora la segnaletica “Verampio” arrivando in discesa alle prime case di questa borgata (530 m/slm).
Superato un guado seguiamo il cartello “Baceno” passando su una pista erbosa e dopo un ponte a schiena d’asino prendiamo a salire, attraversiamo una piccola borgata abbandonata e arriviamo al bivio già toccato in discesa.
Da qui ripercorriamo a ritroso il tratto fatto all’inizio della passeggiata tornando alla chiesa monumentale di Baceno.
Note
Dati totali
Lunghezza: 6,5 km
Dislivello: 200 m
Tempo al netto delle soste: 2 h
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali allerte (arpa.piemonte.it)
Link utili:
- Orridi di Uriezzo: Baceno. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Baceno. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Sud. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Sud. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Sud. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Nord-Est. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Nord-Est. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Nord-Est. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Nord-Est. © F. Voglino / A. Porporato
- Orridi di Uriezzo: Orrido Nord-Est. © F. Voglino / A. Porporato
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com






















