Nel territorio di Garessio, lungo la strada che porta a Pamparato, si trova il piccolo borgo di Valcasotto, noto anche per l’omonimo formaggio che viene affinato nell’ex mulino.
Partendo da qui si può arrivare a piedi a uno dei castelli appartenuti ai Savoia, visitandone le sale interne seguendo il filo narrante della sua storia che affonda le radici… in una certosa.
Dal paese di Valcasotto (960 m/slm) percorriamo un breve tratto di provinciale andando a prendere la stradina indicata dai cartelli, per arrivare alla cappella di San Rocco (670 m/slm), fronteggiata da un solenne abete bianco secolare.
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
Proseguiamo su quella che prima dell’avvento della strada asfaltata era l’unica via di accesso e che oggi nasconde tra l’erba le pietre della selciata originaria, camminando in ambiente rilassante immerso nel verde. Giunti ad un rudere, l’antico seccatoio, ecco un faggio monumentale dalle dimensioni ragguardevoli che saluta il nostro passaggio.
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
La tappa seguente è presso la Correria, dove vivevano i conversi, sorta di monaci laici che si occupavano dei lavori materiali necessari alla Certosa. Il percorso gira a destra, costeggiando il muro della Correria e la sua dimensione è davvero impressionante, segno di quanto fosse ricca e importante la Certosa di Casotto!
Al suo termine si confluisce sulla strada di accesso al castello e percorriamo un superbo viale fino ad arrivare all’imponente edificio del Castello Reale di Casotto (1.090 m/slm) di cui è possibile visitare liberamente il cortile erboso dell’avancorpo, delimitato da portici su tre lati mentre il quarto si apre sulla boscaglia.
Originariamente il luogo era un monastero certosino risalente al XII secolo, uno dei primi in Italia e, secondo la regola di San Bruno venne costruito in luogo isolato, alla confluenza di due corsi d’acqua. Con la costruzione del castello sabaudo, uno dei rii fu letteralmente coperto, facendolo scorrere al di sotto del cortile centrale. L’edificio sacro ebbe varie vicissitudini, come un incendio nel Cinquecento, fino all’abolizione degli ordini religiosi nell’Ottocento, venendo acquistata dai Savoia con Carlo Alberto che lo fece ricostruire per creare una residenza di caccia e riposo estivo. A usarlo furono soprattutto i figli di Vittorio Emanuele II che vi passarono le estati della giovinezza. Non era uno dei castelli principale dei Savoia e, infatti, fu tra i primi a essere venduto nel 1881 passando poi per vari proprietari.
Note
Dati solo andata
Lunghezza: 2,3 km
Dislivello: 130 m
Tempo al netto delle soste: 45 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo
La visita al castello si effettua solamente guidata ed è buona norma prenotare in anticipo, molto interessante effettuare anche l’escursione accompagnati da una guida e dal suo racconto vivido in grado di far rivivere il passato.
Link utili
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
- Valcasotto. © F. Voglino/A. Porporato
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