Lo scorso aprile, passeggiando nel porto di Gallipoli, ho notato in acqua uno strano pesce. Un’occhiata in più e sono rimasto sbalordito: avevo dinnanzi un raro pesce nastro!
Mi sono precipitato a recuperare l’attrezzatura fotografica, composta da una Nikon D300, grandangolo 16-85 Nikkor e custodia subacquea, e sono tornato indietro. Incredibilmente il pesce non si era mosso. Non conoscendo nulla del comportamento di questa specie, sono entrato in acqua con l’idea di avvicinarmi al soggetto con circospezione e trattenendo il respiro, per evitare rumori che avrebbero potuto spaventarlo e metterlo in fuga.
Invece, il pesce nastro si è diretto subito verso di me, arrivando così vicino all’obiettivo da crearmi dei problemi d’inquadratura. Ho quindi accorciato la lunghezza focale a 22 mm e, per scurire il più possibile lo sfondo, da cui emergeva un antiestetico intreccio di cime, cavi e catenarie, ho impostato il diaframma a 18 e il tempo a 1/250 sec.
Spesso riguardo le foto che ho scattato quel giorno: con un po’ di fortuna, sono riuscito a cogliere un’occasione unica.
Giuseppe Piccioli, professore di Geografia c/o l’Università del Salento e fotografo subacqueo
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