Per gestire una situazione di emergenza a lungo termine in luoghi estremi, garantendo l’incolumità di noi stessi e la nostra famiglia, è obbligatorio comprendere e rispettare una serie leggi fondamentali.
Cercherò in questa prima puntata di essere il più accurata possibile.
Nell’emergenza, meglio gli ambienti desertici o quelli tropicali?
Se si considerano le aree desertiche e tropicali, viene da chiedersi quale sia l’ambiente “migliore” se si tratta di sopravvivere a una condizione di emergenza subentrata per diversi motivi come, per esempio, lo smarrimento del sentiero durante un’escursione.
Sono abbastanza sicura che tutti noi abbiamo opinioni diverse riguardo a questo tema, formate studiando manuali o guardando video su Youtube. O dopo aver letto storie scioccanti di sopravvissuti.
Il punto fondamentale è che ogni scenario ha le sue regole, che implicano un livello di consapevolezza molto alto.
Detto questo, la scarsa conoscenza del territorio – in termini di clima, terreno, flora e fauna – non può che sfociare in esiti catastrofici e traumatici.
Una scelta sbagliata può, infatti, significare una marea di pericoli.
Senza dubbio c’è una parola che accomuna l’ambiente desertico e quello tropicale: “ostilità”.
Quei luoghi estremi, insieme alla loro fauna e vegetazione, difficilmente ben accettano la presenza umana.
E per questo l’uomo ha sempre affrontato una grande quantità di problemi per sopravvivere in questi contesti.
Le questioni geografiche
In generale le aree desertiche sono piuttosto ricche di animali selvatici, grandi predatori, serpenti tra i più velenosi al mondo, insetti portatori di malattie, parassiti. Senza dimenticare, ovviamente, la mancanza di acqua.
È quindi imperativo cambiare il proprio assetto mentale e rimanere costantemente concentrati al 100%. Questo è chiaramente difficile, soprattutto quando si deve gestire la ricerca di un posto adatto dove creare un rifugio di fortuna per noi e la nostra famiglia.
Ambienti desertici significano spesso isolamento e mancanza di rifornimenti.
Senza un piano adeguato, farsi trovare impreparati può sicuramente portare a un tragico epilogo.
La storia di Everett Ruess – il giovane scrittore ed esploratore americano che a soli 20 anni scomparve nel deserto dello Utah durante una traversata in solitaria – ne è una chiara prova.
Senza una buona conoscenza geografica del luogo non si può andare molto lontano nel deserto.
E le zone tropicali?
Includono migliaia di specie diverse, da alcuni dei predatori più letali a una miriade di insetti e rettili. L’alta percentuale di umidità comporta molta acqua, ma favorisce anche lo sviluppo di pericolosi batteri.
Inoltre, essere consapevoli di ciò che si ha sopra la testa e sotto i piedi è altrettanto importante per sopravvivere. La conoscenza della fauna e della fauna locale fa la differenza per decidere dove posizionare le trappole e cosa raccogliere.
Applicando le capacità di osservazione e dell’antica arte del Tracking in modo sistematico, si può esplorare efficacemente il luogo e selezionare il posto migliore dove sistemare il rifugio, di cui occorrerà prendersi costantemente cura a causa delle continue piogge.
Nei prossimi articoli vedremo come poter gestire al meglio una situazione di emergenza in questi specifici contesti.
(continua…)
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