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Aggirato il bando ai pallini di piombo nelle aree umide

Il Governo ha emesso una Circolare interpretativa del Regolamento Europeo che, di fatto, lo rende inefficace, con gravi danni per la fauna e la salute dei cittadini

Aggirato il bando ai pallini di piombo nelle aree umide
© stuffwithkids via pixabay.com

Redazione Redazione 18 Feb 2023

Il 25 novembre del 2020 il Parlamento europeo ha approvato una norma che vieta l’utilizzo dei pallini da caccia di piombo dalle zone umide. In pratica, i cacciatori che sparano su laghi, fiumi, paludi e zone umide nella UE devono dotarsi di cartucce di acciaio o di altra lega. Il piombo, infatti, avvelena l’habitat ed entra nella catena alimentare, ha il potere di accumularsi nell’ambiente provocando un avvelenamento sottile che con il tempo provoca danni cerebrali e renali irreversibili. Si stima che ogni anno, nell’Unione Europea, l’avvelenamento da piombo provochi un milione di decessi di uccelli acquatici e di specie che si nutrono di animali contaminati, comportando anche rischi per l’uomo, al vertice della catena alimentare.

Il Regolamento è stato sin da subito osteggiato dal mondo venatorio e dai produttori di armi perché, sebbene vi sia ampia disponibilità di munizioni senza piombo con minori rischi per la salute umana e l’ambiente, già ampiamente utilizzate in molti Paesi europei, queste restrizioni renderebbero inutilizzabili molte tipologie di armi oggi in uso e costringerebbero l’industria delle munizioni ad adattarsi.

pallini di piombo

Il piombo dei pallini da caccia avvelena le acque ed entra nella catena alimentare.

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Così si aggira il Regolamento Europeo

Ora il Governo italiano ha annunciato la pubblicazione di una Circolare ministeriale interpretativa del nuovo Regolamento (UE) 2021/57, avente ad oggetto l’utilizzo delle munizioni di piombo all’interno o in prossimità di zone umide, che di fatto compromette l’efficacia della norma, prevedendo una serie di eccezioni pericolose per la salute dei cittadini, la conservazione della fauna selvatica e contro le finalità della norma.

Nella circolare del Governo italiano vengono ridotte, in modo arbitrario e antiscientifico, le ipotesi in cui un’area viene classificata come “zona umida”. Per esempio, sono escluse tutte quelle zone effimere che tendono ad allagarsi nel periodo invernale attirando numerosi uccelli acquatici e altrettanti cacciatori. Vengono così minacciati degli habitat essenziali per molte specie acquatiche e non si impedisce che i pallini di piombo dispersi entrino nella catena alimentare.

La circolare, inoltre, prevede che i cacciatori trovati nei pressi di zone umide in possesso di munizioni di piombo non vengano sanzionati se dichiarano di trovarsi lì di passaggio.

È così che, di fatto, la Circolare annulla l’efficacia del Regolamento, che identifica le zone umide in maniera estensiva, ricomprendendo “distese d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanee”.

Il WWF e altre associazioni ambientaliste hanno chiesto che la circolare sia immediatamente rivista sia per scongiurare un danno alla fauna, all’ambiente e alla salute dei cittadini, ma anche per evitare di incorrere pensanti sanzioni europee che sarebbero pagate con i soldi degli italiani.

 

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