di Giuseppe Petruzzo, foto di Florin Coras e Raul Ghiran
Nella parte occidentale della Romania, non lontano dalle città di Cluj-Napoca e Oradea, il Parco naturale Apuseni è una meta ancora sconosciuta al pubblico italiano. Esteso su circa 75.000 ettari, è stato istituito nel 2000 per tutelare diverse catene montuose con cime di oltre 1.800 metri e numerosi fenomeni carsici. Un paesaggio ancora integro, dove abita una grande diversità di flora e fauna e dove sperimentare un’autentica avventura tra panorami bucolici, gole profonde e villaggi rurali in cui il tempo sembra essersi fermato.
Fenomeni carsici e villaggi accoglienti
Tra le mete più belle e popolari è l’altopiano di Pádis, raggiungibile anche in auto, una sintesi del paesaggio tipico della Transilvania: un’ampia conca verde circondata da pendii erbosi con greggi al pascolo, solcata da un ruscello tortuoso e bordata da pinete fitte e qualche rilievo calcareo. Un altro fenomeno unico è la Groapa Ruginoasa (Fossa Rugginosa), un’immensa gravina lunga 450 metri e profonda oltre 100 metri, formatasi a causa dell’erosione dell’acqua infiltrata negli strati di arenaria e argille color rosso porpora.
Nella zona del Parco è stato recentemente istituito anche l’Ecomuseo della Terra dei Moti (in romeno Țara Moților), il primo del Paese, che comprende remoti villaggi di montagna dove la popolazione locale mantiene tradizioni secolari e una ospitalità calorosa. Qui si scoprono gli antichi mestieri, le tradizionali tecniche di produzione agricola e deliziose prelibatezze gastronomiche: i protagonisti sono i “Moți”, la popolazione che abita i monti Apuseni, nota per le sue tradizioni culturali e artigianali.
Esplorare il Parco vuol dire soprattutto percorrerne i sentieri. Sono numerosi gli itinerari escursionistici di diversa difficoltà, attraverso cui immergersi tra pascoli e foreste, tenendo come punti di partenza e arrivo gli accoglienti villaggi di montagna.
Le grotte, una ricchezza del Parco
Una delle ricchezze del Parco è rappresentata dal grande numero di grotte e fenomeni carsici. La grotta di Scarisoara (Peştera Gheţarul de la Scărişoara), per esempio, è una vera meraviglia naturale. Si tratta di una grotta glaciale sotterranea lunga 730 metri e profonda 105 metri, al cui interno si trova il secondo ghiacciaio più grande al mondo. Vi si accede tramite un grande ingresso, camminando su passerelle e condotti da una guida, attraverso il quale si entra in una grande grotta con gallerie e una massa di 750.000 metri cubi di ghiaccio fossile. Subito dopo l’ingresso si trovano tre grotte dove si possono vedere più di cento stalagmiti di ghiaccio di 3.500 anni che stupiscono per la loro impressionante bellezza.
Altra meravigliosa formazione geologica è la grotta degli Orsi (Peștera Urșilor), vicino a Chișcău, che presenta una straordinaria varietà di formazioni stalattitiche e stalagmitiche. L’entrata della grotta è situata a 482 m di altitudine. Lunga all’incirca 1 km, si suddivide in due livelli sovrapposti: uno più ampio, circa 488 m di lunghezza, attrezzato per visite turistiche guidate, e un livello interno, di 521 m, usato come riserva scientifica. La grotta è così detta a causa dei numerosi scheletri di orso delle caverne (Ursus spelaeus), una specie scomparsa più di 15.000 anni fa, che vi furono trovati. Si suppone che un’enorme frana abbia bloccato l’ingresso mentre circa 140 animali si trovavano all’interno.
Il Velo della Sposa, una cascata speciale
All’interno del territorio del Parco naturale Apuseni non mancano di certo le cascate. La più caratteristica è la cascata “Velo della Sposa” (Cascada Vălul Miresei, vicino a Răchițele), raggiungibile con un breve percorso a piedi. Ha un’altezza di 30 metri e l’acqua scorre su un muro di pietra frastagliata. Arrivare alla base della cascata e guardare come il potente flusso si rompe più in alto e scivola sulla ripida parete è un’esperienza davvero spettacolare.
La cascata si trova ad un’altitudine di 1000 metri ed è composta da due scalini. L’acqua si versa in una cavità, alla base del primo scalino, e poi si diffonde sulla parete più ampia del secondo scalino, creando l’impressione di un velo da sposa. Questa somiglianza può aver dato origine al nome, anche se la gente del posto ha un’altra spiegazione. Secondo la tradizione, infatti, molto tempo fa una sposa cadde dalla falesia su cui scorre adesso l’acqua e il velo rimase appeso alle rocce. Quando gli ospiti delle nozze arrivarono sul luogo dell’incidente iniziarono a piangere per l’accaduto, creando la cascata con le loro lacrime.
Un paesaggio senza tempo
Ma, grotte e cascate a parte, a colpire i visitatori saranno soprattutto le esperienze che si possono fare in quest’angolo di Romania. I piccoli villaggi degli Apuseni, le fattorie remote, le fitte foreste e i maestosi Carpazi sono lo scenario di incontri indimenticabili: chi esplora questi paesaggi senza tempo assaggerà le prelibatezze che arrivano direttamente dalla cucina dalle nonne, gusterà i pregiati liquori locali, saluterà persone cordiali le cui storie danno vita alla ricca cultura della regione. Dalle leggende dei villaggi agli antichi miti della foresta, questo è un Parco che aspetta solo di essere scoperto.
Informazioni pratiche
Viaggio
Per arrivare nell’area del Parco naturale Apuseni il consiglio è quello di prendere un aereo per Timisoara, Cluj o Oradea, le tre città più vicine all’area protetta.
Vi si arriva tramite voli giornalieri diretti da varie città italiane:
- su Timisoara vola Wizz Air da Bari, Bergamo, Bologna, Napoli, Roma Ciampino, Treviso (alcuni voli sono stagionali);
- su Cluj volano Animawings da Olbia, Ryanair da Bergamo, Wizz Air da Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Milano Malpensa, Napoli, Roma Fiumicino (alcuni voli sono stagionali);
- su Oradea vola Wizz Air da Bergamo e Roma Fiumicino.
È poi consigliabile noleggiare un’automobile e inoltrarsi tra le strade del Parco.
Alloggio
Sono numerose le possibilità di alloggio in strutture di diverso livello. Il sito web di riferimento (solo in rumeno, ma traducibile con Google Translator) è https://parcapuseni.ro
Galleria fotografica
- © Florin Coras
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- © Raul Ghiran
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