Innanzitutto, chi sono i Walser di cui seguiamo le tracce? Il termine sembra provenire da wallis, ossia vallese, riferito alla zona di provenienza, in Svizzera, da cui giunsero tra il millecento e il milleduecento.
In realtà le origini andrebbero cercate altrove, poiché il loro dialetto, il titsch, ha molte assonanze con dialetti della Germania meridionale. Varcate le Alpi si stanziarono soprattutto a sud del Monte Rosa, in Piemonte e in Valle d’Aosta, in particolar modo lungo le valli di Gressoney e Ayas. Un insediamento abbastanza indolore, poiché si stabilirono in zone non sfruttate in quota, cosa che evitò conflitti e frizioni con le popolazioni locali e che facilitò il loro isolamento, preservandone usi e costumi. Oltre al dialetto, ciò che resta oggi di più tipico è certamente l’architettura: le case in legno hanno una forma caratteristica, issate come sono su specie di “funghi” di pietra che permettevano di salvare i granai da topi e umidità, chiamati stadel in Val di Gressoney.
- Alpenzù Grande, Gressoney-la-Trinité. © F. Voglino/A. Porporato
- Alpenzù Grande, Gressoney-la-Trinité. © F. Voglino/A. Porporato
Il percorso prende il via dal centro di Gressoney-la-Trinité caratterizzato da una bella piazzetta in cui si trova la vecchia campana del 1789 (1.634 m/slm). Proprio di fianco all’Info Point, verso destra, troviamo il cartello “Gròssalbezò GSW” che ci fa percorrere un breve tratto di strada asfaltata che abbandoniamo alla prima rotonda per un sentiero a destra (cartelli “Alpenzù Grande”).
Saliamo ora attraverso prati, guidati anche da un bollo giallo in cui è inserita una W (e qualche volta una GSW) che indica il Grande Sentiero Walser/Walserreng, ossia il tracciato di lunga percorrenza che segue idealmente il percorso fatto a partire dal XII secolo dalla popolazione walser che migrò qui. Salendo, i prati lasciano il posto al bosco e dopo un tratto un po’ più ripido camminiamo con pendenza piacevolmente graduale toccando la prima delle borgate che andremo ad attraversare: Alpenzù Piccolo/Léckalbezò (1.801 m/slm). Dal prato della chiesa lo sguardo corre sul versante opposto ricco di cascate ma dobbiamo proseguire tra prati ondulati verso gli edifici di Hobelte.
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
Oltre, al ponte che ci fa attraversare il torrente Pinter, tocchiamo la quota massima dell’intero percorso (1.860 m/slm) e cominciamo a scendere in maniera costante, superando alcuni bivi per oltrepassare alcune case isolate, e malmesse finché una breve salita ci fa arrivare alla bella borgata di Alpenzù Grande, dalle tipiche abitazioni in legno ben recuperate e dove troviamo una fontana ed un accogliente rifugio (1.788 m/slm).
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
Dalla bianca chiesa panoramica prendiamo ora il sentiero (cartello “Chemonal e Saint-Jean”) che in discesa ripida ci fa scendere attraverso il fitto bosco fino a piombare, letteralmente, sulla provinciale di fondovalle in località Schmetto (1.420 m/slm). Ammirata la vicina cascata andiamo a sinistra, oltrepassiamo il torrente Lys e percorriamo in salita la strada asfaltata che ci porta alla borgata Ronc (1.500 m/slm, fontana). Cominciamo a tornare indietro toccando ora diverse frazioni poste sulla riva orografica destra del torrente (cartelli “Gressoney-La-Trinité”) con un percorso a mezza costa che alterna boschetti e prati. Oltrepassiamo dunque Biela (1.500 m/slm), Ecko (1.610 m/slm) da cui si apre una rilassante e panoramica vista verso la bassa valle, Lysbalma (1.600 m/slm) e infine eccoci nuovamente a Gressoney-la-Trinité, dove chiudiamo il panoramico anello.
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
- Alpenzù Grande. © F. Voglino/A. Porporato
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 10 km
Dislivello: 480 m
Tempo al netto delle soste: 3 h e 30 min
Attraversando zone di pascolo ricche di piccoli rii, potrebbe capitare di imbattersi in aree particolarmente fangose. Si possono eventualmente aggirare ma non rovinate il manto erboso, prezioso per le mucche.
Se parcheggiate in Gressoney-la-Trinitè prestate attenzione a non entrare nella ZTL.
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