Per raggiungere i Piani di Verra si parte dalla frazione St. Jacques (1.697 m/slm), posta quasi al termine della Val d’Ayas, passando accanto all’omonima cappella che presenta affreschi del XV-XVI secolo, mentre il sagrato è ricoperto da curiose ciambelle in pietra ollare. Alle spalle dell’edificio sacro, indicato da un cartello, si trova l’edificio della rettoria risalente al 1712 in cui visse e insegnò per ventun anni il curato Amé Gorret, personaggio storico importante nella valle.

© F. Voglino – A. Porporato
Proseguiamo lungo la strada, solitamente priva di neve, tenendo il torrente Evançon alla nostra sinistra. All’altezza di un secondo ponte, che non attraverseremo, troviamo una piccola curiosità poiché è qui che “nasce” il torrente Evançon, formato dalla confluenza dei torrenti Courtoud e Verra.

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Raggiunta la frazione Blanchard (1.726 m/slm) finisce la carrozzabile e pochi passi dopo un pilone votivo bianco teniamo la sinistra fino a superare il torrente Verra su un ponte.
Da qui camminiamo su neve seguendo la traccia verso destra, sempre guidati dai cartelli rossi “Piani di Verra” e da quelli gialli “7-Lago Blu”, salendo in maniera abbastanza ripida, inizialmente tra prati aperti poi tra gli alberi, per toccare il sito di una antica carbonaia indicata da un cartello didattico e quindi un bivio a quota 1.875 m/slm.

© F. Voglino – A. Porporato
Da qui il tracciato punta a destra ma, se la neve lo permette, consigliamo la breve deviazione a sinistra che ci porta in pochi minuti alla borgata di Fiery con una candida chiesetta, un mulino ed un bar-ristoro che vide due ospiti d’onore: il beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925) con la sua famiglia, ed il poeta Guido Gozzano (1883-1916).

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Tornati al bivio precedente, proseguiamo in salita aggirando il piacevole pianoro di Beau Bois in cui sorge un rascard cinquecentesco e la casa Alpina Don Bosco, per continuare nel bosco a predominanza di larici; quando superiamo un ulteriore bivio, tenendo sempre a destra, il percorso si pianifica e raggiungiamo in modo più graduale un isolato palo ricoperto da numerosi cartelli gialli di sentieri estivi. Siamo all’inizio dell’ampio Piano di Verra (2.053 m/slm).

© F. Voglino – A. Porporato

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Il pianoro ampio e immacolato si offre come una conca sovrastata dalle principali cime del Gruppo del Rosa tra cui spiccano i “gemelli” Polluce (4.091 m/slm) e Castore (4.226 m/slm). Ammirando il panorama ci inoltriamo per la spianata e ciascuno può scegliere la direzione preferita ma senza inoltrarsi troppo oltre le abitazioni dell’alpeggio che si trovano al centro di essa.

© F. Voglino – A. Porporato

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Per il rientro torniamo al palo con le innumerevoli indicazioni per prendere a destra, seguendo inizialmente i cartelli per “Rèsy”. Oltrepassato con un ponte il torrente di Verra, che potrebbe essere sommerso dalla neve, proseguiamo sull’evidente strada sterrata innevata che dopo un inizio più graduale e lineare prende a scendere in maniera costante e continua con vari tornanti che ci portano in mezzo ai larici. Non seguiamo più la segnaletica per “Rèsy” ma restiamo sull’ampia pista, ignorando vari bivi con sentieri laterali, fino a sbucare nei pressi delle case della frazione Blanchard dove torniamo su asfalto che ci riporta nei pressi del pilone bianco già incontrato all’andata, da cui ritorniamo su strada al punto di partenza.
Note:
Dati totali: anello di 6 km di lunghezza, 360 m di dislivello, tempo al netto delle soste 3h
Pista non battuta da gatti delle nevi, in base all’innevamento necessarie le racchette da neve o i ramponcini da ghiaccio
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulla condizione della neve e sul rischio valanghe al sito https://bollettinovalanghe.regione.vda.it/home
Link utili: www.lovevda.it; www.visitmonterosa.com.
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