Siamo nel comune di Rhêmes-Notre-Dame e dal parcheggio che troviamo poco prima della località Bruil (1.725 m/slm) ci incamminiamo per attraversare il piccolo ma suggestivo centro abitato, puntando in direzione de torrente Dora di Rhêmes.
Attraversato il corso d’acqua, eccoci davanti alla Casa del Parco del Gran Paradiso.
Teniamo la destra percorrendo un tratto iniziale di strada che diventa presto pedonale innevata e su neve costeggiamo il corso del torrente che scorre alla nostra destra. Un tratto piacevolmente graduale e rilassante, dove allo scricchiolio dei nostri passi sul candido manto si unisce lo scorrere sordo dell’acqua a volte soffocata dal ghiaccio che crea sculture naturali.
La traccia procede ampia ed evidente fino a un basso ponte che non andremo a percorrere, tenendoci sulla traccia più piccola dritta, sempre con l’acqua alla nostra destra. Dopo un ulteriore tratto graduale, ecco una salita assai ripida, l’unico punto che potrebbe presentare una criticità in caso di scarso innevamento: nelle altre stagioni è una scala e in presenza di poca neve potrebbe risultare particolarmente ghiacciata, mettendo a dura prova le ciaspole e rendendo necessari i ramponcini.
- Lago Pellaud – Val di Rhêmes. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago Pellaud – Val di Rhêmes. © F. Voglino/A. Porporato
È vero, solitamente le punte di acciaio delle racchette da neve sarebbero sufficienti ma, trattandosi di gradini, potrebbero creare particolari sollecitazioni poco salutari per le nostre “scarpe da neve”. Volendo evitare questo tratto, è sufficiente attraversare la Dora all’ultimo ponte incontrato, seguendo il percorso descritto a ritroso.
Una volta superata la scala, il percorso diventa di nuovo piacevolmente graduale e tenendo la destra arriviamo alla località Chaudanne (1.800 m/slm).
Attraversiamo gli edifici seguendo ora la segnaletica in legno “lago” e con salita graduale arriviamo piacevolmente al lago Pellaud (1.820 m/slm), immerso in un fitto bosco di larici e abeti.
Jardin des Anglais, questo il nome dell’area in cui si trova il lago o, meglio: i laghi, poiché in realtà sono ben due i piccoli specchi d’acqua sulle cui rive si trova anche un p edificio che fino al 1920 era un mulino, poi trasformato in centralina per la produzione di energia elettrica.
Il percorso prosegue a destra, in direzione degli edifici della località Pellaud, passando accanto alla bianca chiesetta e arrivando su quella che in estate è la strada asfaltata di accesso, mentre in inverno è un’ampia pista innevata (1.825 m/slm).
Da qui scendiamo tranquillamente lungo la strada ma, attenzione: poco dopo dobbiamo deviare a destra e puntare nuovamente in direzione dell’abitato di Chaudanne. Camminando sulla strada innevata abbiamo modo di guardarci meglio attorno e sollevando lo sguardo a destra, in alto, vediamo la cascata ghiacciata, su cui può capitare di osservare scalatori in azione. Alle prime case, ben prima di arrivare al torrente, andiamo a sinistra seguendo le bandiere verdi che ci fanno compiere un rilassante traverso tra bosco e prati, portandoci al basso ponte che abbiamo già incontrato, e ignorato, all’andata.
Una volta superata la Dora, ripercorriamo piacevolmente la medesima strada fatta all’andata.
Note
Dati percorso semi circolare
Lunghezza: 4,5 km
Dislivello: 120 m
Tempo al netto delle soste: 2 h
In base all’innevamento necessarie le racchette da neve o i ramponcini da ghiaccio
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulla condizione della neve e sul rischio valanghe al sito
https://bollettinovalanghe.regione.vda.it/home
Se per qualche motivo dopo Chaudanne non dovessero esserci le bandiere verdi, meglio effettuare il ritorno proseguendo lungo la strada asfaltata, innevata fin quasi a Bruil.
Link utili
- Lago Pellaud – Val di Rhêmes. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago Pellaud – Val di Rhêmes. © F. Voglino/A. Porporato
- Lago Pellaud – Val di Rhêmes. © F. Voglino/A. Porporato
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