Non vi preoccupate, il cimitero verso cui passeggiamo non ha nulla di macabro… Iniziamo dalla partenza, a pochi chilometri da Treviso: Casier, parcheggio “al Parco dei Burci” (10 m/slm, disco orario 2 ore), per dirigerci alla parrocchiale dal grande campanile staccato dal corpo principale dell’edificio e con un curioso orologio ad acqua.
Acqua che è il tema dominate della passeggiata, e ben lo si capisce appena si supera l’edificio settecentesco: il fiume Sile appare largo, lento e sornione, bordato da una fitta vegetazione in cui dominano eleganti salici piangenti mentre placide anatre ne solcano la blanda corrente. Un luogo che invita a soffermarsi e assaporare la tranquillità che dona questo lento moto acquatico.
Seguiamo ora a sinistra la pista ciclo-pedonale E4 “GiroSile”, risalendo la corrente e andando in direzione di Treviso, percorrendo un’ampia strada bianca pianeggiante e rilassante, con il fiume alla nostra destra e all’ombra di vari alberi mentre alcune panchine invogliano a rallentare il passo.
Sulla riva opposta appare un edificio imponente, una sorta di “castello” che, in realtà, è un vecchio mulino passato di mano in mano fino a una nota marca di olio per poi essere abbandonato e devastato da un incendio nel 2015.
Poco oltre eccoci al clou della passeggiata: una lunga passerella di legno che si allunga sinuosa sull’acqua e tra tartarughe, cigni, anatre e uccelli di vario genere, ci porta al cimitero dei “Burci”.
Di cosa si tratta? Antiche e grandi imbarcazioni utilizzate per il trasporto delle merci lungo il fiume Sile fino a quando, con il definitivo trasporto via terra nei primi anni Settanta, vennero abbandonate lungo la riva del fiume, dove si trovano tuttora. L’ambiente è estremamente suggestivo con gli scheletri lignei affioranti a pelo d’acqua, invasi dalla vegetazione e asilo agli uccelli lacustri e alle tartarughe d’acqua.
Ci si potrebbe già fermare qui ma proseguiamo ancora lungo la passerella, sempre sinuosa e piacevole, e dopo un breve tratto metallico che permette il passaggio delle imbarcazioni seguiamo a sinistra una stradina bianca costeggiando un tratto del Sile Morto. Anche qui nulla di macabro: si tratta del tracciato originale del fiume prima che, nel 1954, venisse effettuata una sorta di “taglio” lineare che ridusse il percorso delle barche, rendendo questo pezzetto privo di sbocco ma più tranquillo e piccolo del tratto precedente, con numerosi uccelli acquatici che oggi vivono indisturbati sulle sue rive.
Quando raggiungiamo un piccolo porto, e l’asfalto, è tempo di tornare indietro per la medesima via, godendo nuovamente della bellezza del percorso.
Breve estensione
Dalla parrocchiale di Casier consigliamo una breve estensione: si continua a camminare lungo la riva del fiume tenendolo alla propria sinistra, percorrendo un bel viale alberato che si trasforma presto in una sorta di alzaia con l’acqua su entrambi i lati.
Giunti all’edificio del polo espositivo ParCo Foundation, si trovano un paio di panchine su cui soffermarsi ad ammirare il fiume e la villa Barbaro Roman che sorge sulla riva opposta, prima di fare ritorno per la medesima via dell’andata.
Note
Dati solo andata
Lunghezza: 2,5 km
Dislivello: irrilevante
Tempo al netto delle soste: 1h
Link utili
- Parco del Sile. © F. Voglino / A. Porporato
- Parco del Sile. © F. Voglino / A. Porporato
- Parco del Sile. © F. Voglino / A. Porporato
- Parco del Sile. © F. Voglino / A. Porporato
- Parco del Sile. © F. Voglino / A. Porporato
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