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stai leggendo Antonia Pozzi: un ritratto delle montagne
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Cultura
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QUANDO LA LETTERATURA INCONTRA LA NATURA

Antonia Pozzi: un ritratto delle montagne

Antonia Pozzi: un ritratto delle montagne

Nicolò Raimondi Nicolò Raimondi 4 Dic 2019

Solo apparentemente è facile descrivere una montagna. Si possono usare parole semplici, ma non è facile il rapporto dell’uomo con la montagna.

La poetessa Antonia Pozzi in pochi versi rende non solo il rapporto tra uomo e montagna, ma anche tra la montagna e la stessa Terra. E come? Con la personificazione.

Potrebbe essere questa una delle strade? Sentire gli elementi della Natura esattamente come noi: vivi. I quali, in questo caso, tacciono l’infinita speranza di un ritorno.

 

Le montagne

 

 

Occupano come immense donne

la sera:

sul petto raccolte le mani di pietra

fissan sbocchi di strade, tacendo

l’infinita speranza di un ritorno.

 

Mute in grembo maturano figli

all’assente. (Lo chiamaron vele

laggiù – o battaglie. Indi azzurra e rossa

parve la loro terra). Ora a un franare

di passi sulle ghiaie

grandi trasalgon nelle spalle. Il cielo

batte in sussulto le sue ciglia bianche.

 

Madri. E s’erigon nella fronte, scostano

dai vasti occhi i rami delle stelle:

se all’orlo estremo dell’attesa

nasca un’aurora

 

e al brullo ventre fiorisca rosai.

 

Antonia Pozzi, Pasturo, 9 settembre 1937

 

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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  • letteratura

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