L’astenosfera è quella parte del mantello terrestre che si trova tra 80 e 200 chilometri sotto la superficie del pianeta. È una fascia che influenza la cinematica e la dinamica delle placche e, quindi, anche la nascita dei terremoti e l’attività vulcanica.
Per studiare in che modo l’astenosfera influisce sui fenomeni geologici in superficie è stato lanciato il nuovo progetto di ricerca SAKURA, co-coordinato dall’Università di Bologna, con il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi”, e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sezione di Bologna.
«Oggi sappiamo che l’astenosfera gioca un ruolo fondamentale nei processi geologici terrestri, ma rimangono ancora molti interrogativi sulla sua composizione, sulle sue proprietà fisiche, sulle fonti di calore al suo interno e sul come questi elementi cambino in regioni diverse del pianeta» spiega Luca De Siena, professore al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Alma Mater e co-coordinatore del progetto insieme alla dr.ssa Irene Molinari dell’INGV Bologna.
Il progetto SAKURA indaga il ruolo dell’astenosfera nel trasferimento del calore all’interno del mantello terrestre, nelle interazioni tra placche e nella generazione e migrazione del magma.
Monitoraggio dei Campi Flegrei e di Ischia
Il progetto si concentrerà anche sul potenziamento di infrastrutture che forniscano dati geofisici nel Mediterraneo, con esperimenti previsti nel Tirreno e nell’Adriatico incluse le regioni dei Campi Flegrei e di Ischia.
«Con SAKURA avvieremo nuove attività di monitoraggio geofisico nel Mediterraneo. Installeremo stazioni sismiche e geodetiche in aree finora poco coperte, realizzeremo un esperimento con sismometri da fondo mare (OBS) nell’Adriatico, avvieremo la costruzione di strumenti innovativi per la misura della gravità, condurremo indagini magnetotelluriche nella provincia campana. Inoltre, raccoglieremo nuovi dati paleomagnetici nel Mediterraneo e svilupperemo tecniche tomografiche avanzate. Questi nuovi dati ci permetteranno di migliorare la capacità di osservare e interpretare i processi profondi che alimentano terremoti e vulcani» spiega Irene Molinari, ricercatrice dell’INGV Bologna e co-coordinatrice del progetto.
«Potremo così comprendere meglio in che modo questa parte del mantello superiore terrestre influenza la dinamica delle placche, la nascita del magma e la generazione dei terremoti» aggiunge Luca De Siena.
«Queste conoscenze potranno contribuire a una migliore gestione dei rischi geologici e a un più solido inquadramento della storia evolutiva della Terra» dice ancora De Siena.
SAKURA è una linea di ricerca del progetto ROSE (Reinforcement of the Observational Systems of the Earth), finanziato dal Fondo per la Costruzione e la Ricerca Infrastrutturale del Ministero dell’Università e della Ricerca. Questo progetto interdisciplinare, che unisce 10 team di ricerca italiani e internazionali, mira a rispondere a domande fondamentali sul funzionamento del pianeta Terra e a migliorare la nostra capacità di osservarlo, dalle sue profondità fino alla ionosfera.
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