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Badlands, viaggio nel cuore degli Stati Uniti
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Mondo

Diario di viaggio

Badlands, viaggio nel cuore degli Stati Uniti

Redazione Redazione 29 Set 2018

 

Ecco la prima delle cinque puntate dedicate al Parco Nazionale delle Badlands,
negli Stati Uniti

Testo e foto di Vico Magistretti

 

Se si attraversa la regione sud-occidentale del South Dakota, le formazioni del Parco Nazionale delle Badlands appaiono all’improvviso, quasi dal nulla, nel bel mezzo della prateria, Milioni di anni di erosione hanno creato un incredibile paesaggio che attrae ogni anno circa 1 milione di visitatori, nonostante la lontananza delle tradizionali mete turistiche statunitensi.

Il Parco è aperto 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, per tutto l’anno, mentre i Visitor Centers sono stagionali e alcune strade non asfaltate possono essere chiuse per le cattive condizioni del tempo.

I ranger del Parco suggeriscono di trascorrervi almeno due giorni, per goderne appieno, e raccomandano di essere al suo interno anche durante le ore dell’alba e del tramonto, quando l’aspetto scenografico è più spettacolare.

La Sage Creek Wilderness Area è il sito favorito per l’avvistamento di animali: tra le eventuali prede fotografiche possiamo citare il bisonte americano, la pecora delle Montagne Rocciose, l’antilocapra americana, i cani della prateria, il rarissimo furetto dai piedi neri, che ha trovato qui scampo all’estinzione – le aquile ed altri rapaci.

Tra i rettili più comuni la testuggine palustre dipinta (nei corsi d’acqua), il serpente a sonagli – unico velenoso all’inteno del Parco – il serpente toro (bullsnake, di colorazione simile al crotalo, ma non velenoso), il colubro nero e il serpente giarrettiera di pianura.

Gli anfibi più diffusi, nei pressi dei corsi d’acqua, sono la salamandra tigre, il rospo delle pianure, il rospo di Woodhouse e la rana leopardo.

Nel Parco, che si trova lungo una delle rotte migratorie nordamericane, sono state avvistate ben 215 specie di uccelli, tra comuni, stagionali e rari. Citiamo i più comuni tra gli stanziali e gli stagionali: gli aironi, l’oca dei ghiacci, gli avvoltoi, le aquile, varie specie di falchi, la gru, il sandpiper, i colombi e le tortore, il cuculo, le civette di varie specie, il succiacapre americano, i colibrì, i martin pescatori, il picchio rosso, le rondini, i corvi e le cornacchie, le gazze, lo scricciolo, gli usignoli, lo storno, il rigogolo, vari fringuelli, i merli.

Lungo la Badlands Loop Road vi sono sentieri molto belli e ben tracciati, adatti a tutti, ma anche il ‘fuori pista’ a piedi è affascinante; ma chi si avventura in profondità nel Parco deve sempre avere con sé una provvista d’acqua e fare affidamento su un moderno GPS, magari installato sul proprio cellulare. A seconda della stagione, alle Badlands può fare sia molto freddo che piuttosto caldo.

Assai interessante è pure il Geology Walk, che esplora la storia geologica della regione e conduce anche al Laboratorio Paleontologico, il cui staff pulisce e prepara i fossili rinvenuti nel Parco.

Non sorprende che qualche anno fa una ragazzina abbia trovato un felino dai denti a sciabola durante la sua visita; in ogni caso, come sapete, i predatori erano molto più rari delle prede anche  milioni di anni or sono.

Nottetempo, la assoluta mancanza di inquinamento e le giornate secche favoriscono l’osservazione della volta celeste e le stelle risultano di inusitata brillantezza.

 

L’accesso e parco e la viabilità interna

 

Il Parco Nazionale delle Badlands è situato nella parte sud-occidentale del South Dakota, circa 75 miglia (120 km ca.) ad est di Rapid City, cittadina dotata di un Aeroporto Regionale, ove è possibile noleggiare un’automobile. L’aeroporto intenzionale di Denver dista poco più di 700 km (440 miglia), mentre lo Yellowstone National Park si trova a circa 860 km (530 miglia) ad ovest.

Non lontano dal Badlands National Park si trova anche il Mount Rushmore National Monument, dove sono scolpiti i volti di quattro celebri Presidenti degli Stati Uniti. Incantevole è altresì tutta la regione delle Black Hills – un tempo all’onore delle cronache per una frenetica corsa all’oro – ricca di fauna e con monti, fiumi, laghi, picchi e guglie di granito. Una settimana di vacanza dedicata alle Black Hills, a Mount Rushmore e alle Badlands è assolutamente consigliabile.

Per raggiungere il Parco da Rapid City si prende la Interstate 90 (I-90) verso est, fino all’uscita 110, a Wall. Wall, oltre a fornire a vitto ed alloggio, è portale d’accesso, andando verso sud, alla Pinnacles Entrance, Il Parco possiede altri due ingressi: uno accessibile dalla uscita 131 (direzione Interior), ad est di Wall, chiamato Northeast Entrance; l’altra porta d’ingresso, quella del White River Visitor Center (l’apertura del Centro Visitatori è stagionale), è per chi proviene da Sud, dalla ben nota località di Wounded Knee.

La strada più comoda per visitare il Parco  è la statale 240, detta Badlands Loop Road, che ne percorre tutta la sezione nord e che è ricca di incredibili punti di vista fotografici e propone anche interessantissimi e spettacolari sentieri tra le guglie variopinte ed aree per il picnic. Il Ben Reifel Visitor Center, sede dei Park Headquarters, si trova non lontano dalla piccola comunità di Interior.

Vedute mozzafiato sulla Prateria Buffalo Gap e sulle Badlands si godono anche dalla imperdibile Sage Creek Road (statale 590), che attraversa l’omonimo torrente. Lungo la 590 non è difficile avvistare i bisonti e si può visitare una vera e propria cittadina abitata solamente dai cani della prateria, la Prairie Dog Town. La strada è sterrata ma costantemente ben battuta; tuttavia si sconsiglia di percorrerla durante i giorni di forte pioggia.

La Badlands Wilderness Area, che si trova proprio sotto la Sage Creek Road, ha un’area di circa 260 kmq e vi è appena stato introdotto il Furetto dai piedi Neri, il mammifero terrestre americano più a rischio d’estinzione.

Poco a sud di Scenic, sulla statale 589/27 si può prendere sulla destra la Sheep Mountain Table Road, dalla quale si godono favolosi tramonti, ma che è percorribile solamente da veicoli alti o con 4 ruote motrici e che diventa intransitabile con la pioggia. A sud di Scenic si apre la sezione sud del Parco, con la Stronghold Unit e la Palmer Creek Unit, che fanno parte della Riserva Indiana di Pine Ridge ed è cogestita dal Governo U.S. e dalla Tribù dei Sioux Oglala.

 

Un paesaggio variegato

 

Il Badlands National Park ha un’estensione di quasi 1.000 kmq di collinette, panettoni, guglie profondamente erose, cattedrali e pinnacoli inseriti nel paesaggio della più grande prateria protetta nel territorio degli Stati Uniti d’America.

Si divide in tre aree: la North Unit, circondata dalla Buffalo Gap Grassland e le due aree meridionali, la Stronghold Unit e la Palmer Creek Unit, entrambe all’interno della Riserva Indiana di Pine Ridge, ove vivono gli indiani Sioux Oglala.

La grande cresta settentrionale, denominata The Wall (Il Muro), lunga circa 100 miglia (160 km), costituisce il vero impianto scenico del Parco, la sua spina dorsale. Il Muro è praticamente impossibile da vedere dalla prateria a nord, ma sorge dal livello inferiore delle terre erose come una preistorica skyline di città

Le praterie a nord del Muro, erose dagli affluenti dello Cheyenne River sono circa 60 metri più alte delle terre più basse e della prateria a sud, che a sua volta viene erosa dagli affluenti del White River. Ma ci sono anche piani e colline intermedi, forre, vallette e piccoli canyon.

L’azione combinata dell’acqua e del vento sui depositi di argille sedimentarie ha creato in milioni di anni il caratteristico e scenografico paesaggio delle Badlans e le varie formazioni sono delicatamente stratificate in bande colorate a seconda della natura delle inclusioni nei depositi: bianco (cenere vulcanica), arancio e ruggine (ossidi di ferro), azzurrastro, grigio-verde e marroncino (miscele di scilt, argille e ceneri), porpora (ossido di manganese).

Le Badlands propriamente dette sono prive di vegetazione, salvo qualche sporadica graminacea o piccolo cespuglio, ma non certo prive di vita animale. Le praterie circostanti sono ricchissime di fauna.

La prateria intorno al Parco è la più estesa di tutti gli Stati Uniti. Contiene 60 tipi di erbe diverse, che si mischiano con 410 altre specie vegetali a formare un ecosistema assai complesso, che fornisce cibo ed acqua ai mammiferi, uccelli, rettili ed insetti che vi abitano.

Testo e foto di Vico Magistretti

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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