• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Basta cani alla catena
Prima pagina
Natura
Amici animali
IL DOVERE DI DENUNCIARE

Basta cani alla catena

La storia di Pardo, legato fin da cucciolo con una catena al collo

Basta cani alla catena
Pardo è finalmente libero. © Enpa

Luca Serafini Luca Serafini 4 Mar 2025

Panchito ha vissuto otto anni di privazioni, legato fin da cucciolo con una catena al collo in un’area rurale di Sassofeltrio, in provincia di Rimini.

Il cane era stato abbandonato a se stesso dopo l’arresto del proprietario. Grazie alla segnalazione di una volontaria e all’intervento tempestivo dell’Enpa di Rimini, la sua storia ha avuto un lieto fine. Ora è stato ribattezzato Pardo e ha finalmente riconquistato la libertà.

Ma non tutti i cani hanno la stessa fortuna.

Una pratica illegale oltreché crudele

La detenzione dei cani alla catena è una pratica ancora troppo diffusa in Italia, nonostante le normative regionali e locali sempre più restrittive. Come sottolineato dall’avvocato Enpa Claudia Ricci: «La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ormai stabilito in modo chiaro che questa condizione costituisce un illecito penale ai sensi dell’articolo 727 del Codice Penale, configurandosi come detenzione incompatibile con la natura dell’animale. In presenza di lesioni fisiche o psicologiche, il reato può aggravarsi fino a rientrare nel maltrattamento di animali, punito dall’articolo 544-ter del Codice Penale».

Questo significa che chiunque veda un cane detenuto in queste condizioni può e deve denunciarlo, perché la pratica è comunque sanzionabile penalmente, anche dove una legge regionale o un regolamento comunale consentano ancora il ricorso alla catena, perché sono norme superate dalla giurisprudenza attuale. Chiunque si imbatta in un cane tenuto alla catena deve segnalare la situazione alle autorità competenti o alle associazioni animaliste.

cani alla catena

Le disumane condizioni in cui veniva tenuto Panchito, ora chiamato Pardo. © Enpa

Un monito per tutti

La vicenda di Pardo dimostra quanto la sensibilizzazione e la denuncia siano strumenti fondamentali per salvare vite. Per otto anni, questo cane è stato costretto a un’esistenza immobile, senza possibilità di muoversi liberamente o socializzare, come invece richiede la sua natura di animale sociale. La sua catena non solo lo ha privato della libertà, ma ha rappresentato una condanna alla solitudine e alla sofferenza.

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta. Richiedi il nuovo numero.

 

L’Enpa di Rimini, con determinazione e tatto, ha lavorato per settimane per ottenere il suo rilascio. L’unica soluzione legale per il proprietario è stata la cessione del cane, evitando conseguenze penali certe. Ora, Pardo sta finalmente riscoprendo la gioia di correre, giocare e fidarsi dell’uomo, ma la sua storia deve servire da esempio: nessun cane dovrebbe mai vivere incatenato.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • cane
  • diritti degli animali

Potrebbe interessarti:

L’uso degli animali vivi per l’addestramento dei cani alla caccia è una barbarie senza giustificazione

L’uso degli animali vivi per l’addestramento dei cani alla caccia è una barbarie senza giustificazione

Non lasciate incustoditi i vostri cani!

Non lasciate incustoditi i vostri cani!

Troppi cani sono ancora prigionieri delle catene

Troppi cani sono ancora prigionieri delle catene

  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}