L’ipotesi di imbattersi quest’estate in una tartaruga marina Caretta caretta sulle nostre spiagge non è poi così remota: come comportarsi?
Si tratta, infatti, della specie più frequente nel Mar Mediterraneo e l’unica che nidifica in Italia. Da giugno a settembre le femmine adulte si avvicinano alla costa per trovare un luogo idoneo in cui deporre le proprie uova. Spesso la scelta ricade su lidi frequentati dall’uomo, con tutti i problemi che ne conseguono. Ecco perché l’Enpa – l’Ente nazionale protezione animali – in occasione della giornata mondiale delle tartarughe marine, ha stilato un piccolo vademecum di norme comportamentali nel caso in cui ci si imbatta in uno di questi animali.

Una femmina adulta di Caretta caretta lascia la spiaggia dopo aver deposto le uona. Foto © ogeid79 /Fotolia – Adobe Stock
Un nido nella sabbia
Le tartarughe Caretta caretta passano gran parte della vita in mare aperto ma d’estate le femmine adulte escono dall’acqua e risalgono la riva per nidificare. Depongono le uova in una buca scavata nella sabbia che, dopo aver opportunamente ricoperto, abbandonano per riprendere il largo. Se il nido non verrà violato, per esempio dalle ruspe o dai bagnanti, le uova impiegheranno 50-60 giorni a schiudersi e una volta nate, spinte dall’istinto, le piccole carette punteranno verso il mare, sfidando numerose insidie. Sono, infatti, facile preda di uccelli, granchi ma anche di cani e gatti che frequentano la spiaggia. Un’altra minaccia alla loro sopravvivenza è l’inquinamento luminoso notturno che può influire sulla loro capacità di orientamento spingendole nella direzione opposta a quella in cui dovrebbero andare.
Per chi riuscirà a guadagnare il mare aperto, la vita non sarà comunque facile. Le tartarughe marine devono, infatti, fare i conti con le reti da pesca, le collisioni con navi e imbarcazioni e, naturalmente, con la plastica, che scambiano sovente come fonte di cibo.

I volontari dell’Enpa alle prese con la protezione di un nido su una spiaggia pubblica.
Qualche consiglio per non disturbarle
Le femmine adulte che si spingono sulla spiaggia per deporre non vanno disturbate. Infatti, potrebbero tornare in acqua e andare alla ricerca di un posto più tranquillo. Inoltre, la risalita dal mare e la deposizione sono momenti estremamente delicati che richiedono un grande dispendio di energie e molta calma.
In caso di incontro o avvistamento di tracce sulla sabbia il consiglio è di mettersi in contatto con la Capitaneria di porto al numero 1530.
Nel frattempo, evitiamo di stare nei pressi dell’animale e di stressarlo con fonti di luci magari per scattargli una foto.
Infine, stiamo attenti a non cancellare le tracce fino all’arrivo degli esperti.
L’Enpa da anni è impegnata sul territorio per tutelare anche animali marini come le tartarughe marine Caretta caretta, con la sezione di Salerno (costa del Cilento), di Lagosanto (Alto Adriatico) e la Delegazione di Lesina (costa nord del Gargano). In questi giorni sono in atto i pattugliamenti da parte dei volontari alla ricerca di possibili nidi da mettere in sicurezza.
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