Cereseto, provincia di Alessandria, si trova nel Monferrato casalese, dolcemente adagiato sulle colline e a poco più di un’ora di viaggio da Torino. Qui le colline sono le vere protagoniste, segnate non solo dai filari di viti ma anche da basse colture e da alberi di ciliegio che hanno dato il nome (Cerexetus nel 1020 e Ceresetus nel 1224) e che oggi stanno ritornando grazie alla presenza sul territorio del Tempio Buddista Renkoji che, poco alla volta, li sta ripiantando poiché il ciliegio è simbolo di prosperità, cultura, rinascita e buon auspicio.
Cultura orientale cui fa da contraltare un grande castello turrito con tanto di merli e torri che, lo anticipiamo, di storico non ha molto ma che forma un colpo d’occhio grandioso, soprattutto visto da lontano tra il paesaggio.
Iniziamo la passeggiata non dal centro, ma dal comodo parcheggio posto in prossimità del cimitero (230 m/slm) così da lasciare per ultimo come una ciliegina sulla torta, il centro abitato. Da qui, tra l’altro, abbiamo anche una prima vista panoramica verso Crea e il suo sacro Monte.
- Cereseto. © F. Voglino/A. Porporato
- Cereseto. © F. Voglino/A. Porporato
La segnaletica da seguire è il numero 747 e gli sporadici cartelli “I silenti spazi” che ci faranno percorrere per lo più sterrate e piste erbose tra campi coltivati, piccoli boschetti e filari di vigne, procedendo con andamento che alterna discese a salite, sempre dolci e blande che fanno indugiare piacevolmente.
Dal parcheggio proseguiamo quindi per la sterrata che costeggia il cimitero e in discesa raggiungiamo il fondovalle e la quota più bassa dell’anello (150 m/slm).
Dopo un tratto pianeggiante riprendiamo quindi a salire per arrivare al tratto più bello, quando ci troviamo lungo la cresta della collina, con l’abitato di Cereseto, sovrastato dallo scenografico castello, che fa capolino alla nostra destra.
Sempre a sali-e-scendi, il piacevole percorso ci riporta verso il paese, dove tocchiamo la quota più elevata (270 m/slm) poco prima di raggiungere il centro abitato. Superiamo il Municipio e percorrendo via Roma eccoci accanto al poderoso castello (260 m/slm) per poi prendere via Alla Stazione e chiudere del tutto il piacevole anello.
La storia del castello
Purtroppo l’interno del castello non è visitabile ma la sua storia merita una breve parentesi. Qualcuno ha già sentito parlare di Villa Gualino, a Torino? Ebbene, il castello di Cereseto apparteneva allo stesso personaggio: il Conte Riccardo Gualino (Biella 1879 – Firenze 1964), potente imprenditore che trattava in particolare legno e cemento, anche se il suo nome resta legato anche a numerose altre storiche attività come la Snia-Viscosa (filati artificiali), la Fiat (di cui fu vicepresidente), la Rumianca (chimica), la Venchi Unica (cioccolato), la Lux Film (cinematografia) e Banca Agricola Italiana (poi confluita nell’Istituto San Paolo di Torino).
Sposò nel 1907 Cesarina Gurgo Salice e proprio su desiderio della moglie acquistò una villa a Cereseto su cui fece erigere, nel 1912, un imponente maniero in stile quattrocentesco.
Qualche indiscrezione? Il conte possedeva vasti appezzamenti all’estero, nei Carpazi e in Transilvania, e la produzione di legname era tale che fece costruire un intero villaggio e ben venti linee ferroviarie per il trasporto. In Russia comprò 23.000 ettari di foresta ma subito dopo scoppiò la rivoluzione sovietica e il conte e la moglie si salvarono solo grazie all’informazione preventiva avuta da un generale amico. Mecenate e collezionista di opere d’arte, durante il ventennio fascista si schierò apertamente contro la dittatura e questo gli costò un crac finanziario e l’esilio a Lipari.
- Cereseto. © F. Voglino/A. Porporato
- Cereseto. © F. Voglino/A. Porporato
Note
Dati totali anello
Lunghezza: 9 km
Dislivello: 250 m
Tempo al netto delle soste: 2 h 45 min
- Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo
- Link utili
- visitpiemonte.com
- alexala.it
- comune.cereseto.al.it
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