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Viaggi e outdoor
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SLOW TREK vai alla rubrica

Verso il colle della Gragliasca

Un’escursione agevole lungo una Via storica alpina, che ancora oggi presenta le caratteristiche di quando venne costruita, attraverso fitti boschi e rilassanti radure

Verso il colle della Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

Franco Voglino e Annalisa Porporato Franco Voglino e Annalisa Porporato 15 Ott 2024

La via storica che andremo a percorrere in provincia di Biella sembra identica a quando venne costruita, nel 1886, per volere del politico Federico Rosazza Pistolet (1813-99). I lavori furono svolti da 24 scalpellini, 6 muratori, 3 manovali, 8 garzoni e ben 38 donne addette al trasporto del materiale e di tutto il necessario e lungo di esso furono costruiti sedute e ripari, oltre a frasi, pensieri e storie scolpite su pietra.

Raggiunta con la vettura Rosazza, poco dopo la chiesa prendiamo a sinistra via Federico Rosazza arrivando all’ampio parcheggio sterrato.

Gragliasca

Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

Proprio al fondo di esso (920 m/slm) inizia la selciata che in salita costante ci porta all’interno del fitto bosco, sempre ben evidente e che ci farà superare alcuni volti scolpiti oltre alla singolare storia di Agnesetta Rosazza che dopo alcuni accenni della sua semplice vita (beh, semplice: parla di orsi e lupi…) cita la guerra del 1638 quando tutti gli abitanti della valle di Andorno dovettero portare una cesta di fieno ai soldati a Trino, che dista da qui una settantina di chilometri.

Gragliasca

Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

Un solo bivio merita la nostra attenzione: andando a destra si arriva direttamente a Desate ma noi restiamo a sinistra, e subito dopo ecco un grosso masso che funge da riparo. Quando arriviamo a una fonte, non potabile, siamo alle case di Borrione (1.120 m/slm) dove il bosco diventa meno fitto, dominato soprattutto da betulle e bassi ciuffi di felci, costellato da massi sparsi di cui uno, proprio sul sentiero, presenta un’incisione di San Giovanni Battista con scritte in rosso. Un luogo idilliaco e rilassante, che ben si presta a una pausa ristoratrice.

Borrione

Case di Borrione. © F. Voglino/A. Porporato

Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato
Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

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Proseguiamo ancora su selciata arrivando ad un bivio: a destra comincerebbe la salita verso il colle della Gragliasca (2.208 m/slm), distante ancora 3 ore di cammino e con il quale si arriva alla valdostana Valle del Lys. Verso la parte terminale al colle, però, la mulattiera originaria è oggi alquanto sconnessa tanto che in un tratto sono state poste corde di sicurezza.

Noi prendiamo a sinistra arrivando assai più agevolmente al torrente Pragnetta (1.170 m/slm), sulle cui rive ci soffermiamo ad ascoltare il suono rilassante dell’acqua.

Al di là del torrente, più in alto e nascosto dalla vegetazione, si trova il pilone di San Giovanni, fatto costruire nel 1972 sempre dal senatore Rosazza. Un ponte permetteva di varcare tranquillamente il corso d’acqua ma un’alluvione del 1916 lo distrusse e oggi l’attraversamento del torrente è in funzione della quantità d’acqua presente.

Gragliasca

Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

Riposati a sufficienza, ripercorriamo a ritroso la via dell’andata fino alle case di Borrione. Appena prima della fonte non potabile prendiamo il sentiero a sinistra che ci porta dritto verso le case, per poi tenere la destra. Qui il tracciato si perde un poco tra la vegetazione, ma poco oltre si fa di nuovo più evidente e ci porta ad un piccolo guado. Saliamo quindi per la ripida scalinata che termina sulla bella selciata delimitata da muretti che ci introduce tra le case ben recuperate di Desate (1.133 m/slm).

Desate
Rosazza. © F. Voglino/A. Porporato
Desate
Rosazza. © F. Voglino/A. Porporato

Subito dopo la chiesa (fontana), scendiamo a destra e dopo un tratto abbastanza ripido (scivoloso in caso di pioggia) il percorso si fa più graduale e, su bella selciata, passiamo attraverso un bel bosco di faggi scendendo al bivio incontrato all’andata, poco distante dal masso-ricovero da cui ripercorriamo la medesima dell’andata.

Gragliasca

Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

Consigliamo di prendersi il tempo di fare un giretto anche per Rosazza, uno dei “Borghi più belli d’Italia” e assai particolare. Qui, infatti, il senatore Federico Rosazza Pistolet, ricostruì praticamente tutto il paese secondo le proprie idee architettoniche e filosofiche ed ecco allora simboli massonici fare capolino qua e là, oltre a bizzarre architetture dettate dal suo amico Giuseppe Maffei che non era architetto ma medium e riceveva istruzioni durante sedute spiritiche…

Rosazza

Rosazza. © F. Voglino/A. Porporato

Note

Dati sola andata

Lunghezza: 2 km

Dislivello: 250 m

Tempo al netto delle soste: 40 min

Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.

 

Link utili

Visit Piemonte: www.visitpiemonte.com

ATL Biella: www.atl.biella.it

Pro Loco Rosazza: www.prolocorosazza.it

Borghi più belli d’Italia: www.borghipiubelliditalia.it

 

Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato
Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato
Gragliasca
Colle della Gragliasca. © F. Voglino/A. Porporato

 

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