“Sono tempi duri questi”. Quante volte si sente questo commento; parole usate in tutte le epoche e che non danno in realtà l’idea della situazione vera, concreta, non offrendo nemmeno spiragli di possibilità.
Il punto forse è questo: cercare e trovare delle possibilità. Ci sono diversi punti di partenza. Uno potrebbe essere innanzitutto porsi in ascolto. L’ascoltare deve precedere il parlare. Per forza, altrimenti diventa tutti univoco, tutto in un’unica direzione, appiattendo la verità e rendendo la realtà unidimensionale.
Se si parte da un ascolto attivo, attento e positivo tutto cambia; le nostre facoltà di percepire il mondo diventano più raffinate, la nostra mente si allena ad essere vigile ed elastica, la nostra psiche si diffonde e finalmente potremmo accorgerci di poter partire da un respiro.

Chandra Candiani. © Ottavus/CC BY-SA 4.0
L’ascolto è il punto fondamentale che propone la poetessa Chandra Livia Candiani per poter affiancarci alla vita stessa. Anzi, la vita si affianca a noi, poiché c’è un grande ascolto / tutto intorno a noi, dobbiamo solo accorgercene e … ascoltarlo. Dietro a tutto questo ci sono diversi vantaggi: in primo luogo si prende maggior consapevolezza di dove siamo e chi siamo; in secondo luogo, fatto non meno importante, tace la mente corritrice. Tutto intorno a noi, quanto meno un tutto “naturale”, ci dice che stiamo andando troppo in fretta, che correndo non possiamo gustarci il viaggio, che la nostra mente corre, ma senza meta, senza direzioni e scopi precisi, e questo sarà per noi fatale.
C’è qualcosa però, in questo silenzio che parla, che dobbiamo ascoltare e che, ospitale come un albero, ci chiama nella nera notte, bussa alle porte del nostro cuore: la vita. Essa non può essere ascoltata e accolta nella frenesia della nostra società d’acciaio e cemento, ma deve essere ricercata altrove. Lei è lì, con la faccia china, ci conosce, ci ascolta davvero e ci tocca. Certamente quando la vita arriva all’improvviso ci crea scompiglio, ma è dirompente e sprigiona un’energia incredibile. È come la Natura d’estate: energia alla stato puro, dopo la fase di rinascita primaverile; è un mare calmo e impetuoso; è la montagna impervia e accogliente. La vita parla, canta, sussurra, ma dobbiamo ascoltarla davvero. Solo così ci potremo avvicinare al suo mistero, a questa sua forza che non ha bisogno di muscoli o di grandezza, perché essa è sì potente, ma come una lacrima.
C’è un grande ascolto
tutto intorno a noi
un parlante silenzio,
tace la mente corritrice
siamo sgretolabili.
Ospitale come un albero
a rami spalancati
ci chiama forte
nella notte
ci bussa.
La faccia china della vita
toglie le frontiere
ci tocca, riconosce
la stessa pelle stellare
e il vuoto spiraglio
si appropria di noi
e ne fa scompiglio.
La notte è aperta
senza faccende parla
spezza il pane della memoria
lo distribuisce
all’aria respirante.
Potente
come una lacrima.
Chandra Livia Candiani
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