di Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze
La mia è una casa bianca
Il pavimento è di ceramica bianca, le pareti e i mobili sono bianchi. Qualche macchia di colore come un arcobaleno scalda tutto questo bianco e lo ravviva. Sedie, cuscini, tappeti, quadri. Tanti.
Una casa di novanta metri quadrati, con tre balconcini uno dei quali, meraviglia, offre un facile accesso al tetto.
Gli abitanti
In questa casa che sento bella, comoda, luminosa, curata, abitiamo in dieci.
Cinque gatti, tre umani e due cani.
L’ultima arrivata
Si chiama Alba: intrigo di razze tra le quali, forse, cirneco e labrador sono le più visibili.
Alba ha otto mesi, è una cucciolona. Cane di strada che porta ancora con sé i ricordi delle sue offese, dovute a fame, uomini, cani più grossi. Nonostante sia una cagnolina piccola, pesi soltanto dieci chili e sia coccolona e tenerissima, Alba parla del suo passato.
Le sue cicatrici parlano del suo passato, le sue paure parlano del suo passato.
Dalla Sardegna al Continente
Dalla sua terra di randagi è stata salvata. Si è insinuata nel mio cuore fin dall’inizio e non ho potuto lasciarla quando sono ripartita.
Ora Alba ha una casa e mi viene da ridere quando leggo o sento dire che per tenere un cane occorre avere un giardino. Per tenere un cane occorre un cuore, occorre saper amare la bellezza, la grazia e l’innocenza.
Per tenere con sé un animale va bene anche una casa bianca purchè abitata da persone che non conoscono confini.
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