di Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze
I colombi, detti comunemente piccioni, sono uccelli che tutti noi conosciamo. Discendono dal piccione selvatico (Columba livia), oggi molto raro in Italia, e sono stati introdotti nelle città alla fine dell’ottocento, per abbellirle. I colombi hanno trovato nei centri abitati il corrispettivo del loro ambiente naturale e quindi si sono stanziati.
I nostri pregiudizi
Chi li disprezza li chiama anche “ratti volanti”, flagelli. Per questo sono stati e vengono ancora uccisi non solo con i fucili da caccia, ma anche con metodi brutali come il gas, il veleno, iniezioni di tanax al cuore, con i fucili laser, vengono annegati, decapitati con le forbici, l’accetta, il martello per essere cucinati… La superficialità e l’ignoranza ci portano agli alti livelli di crudeltà che anche il colombo subisce.
È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
Albert Einstein
I colombi sono in realtà uccelli pacifici, intelligenti, teneri, curano i propri piccoli, si affezionano alle persone fino a diventare talmente domestici da stabilire rapporti con gli umani, battere con il becco al vetro delle finestre per farsi aprire, vivere nelle case insieme ad altri animali d’affezione. Abbiamo dato loro l’incarico di rappresentare lo Spirito Santo, la pace (il Papa li lancia da S. Pietro), l’amore (i piccioncini).
Fedeli per tutta la vita
I colombi sono rigorosamente monogami, e il maschio impiega parecchio tempo per scegliere la compagna. E la corteggia a lungo.
Finalmente i due si “fidanzano”. Di accoppiamento, infatti, non si parla finché la coppia non si reputa stabile: deve passare almeno una settimana. A quel punto è la femmina a prendere l’iniziativa: becchetta il maschio vicino al becco. Lui le offre del cibo e glielo infila direttamente in bocca, come si fa con i pulcini. Significa che è capace di prendersi cura anche dei figli. Dopo una ventina di giorni nascono i piccoli. Mamma e papà si alternano alla cova e producono, entrambi, il latte di piccione, una secrezione biancastra che serve per nutrire i pulcini.
La legge sulla caccia
Mancando un riferimento di legge chiaro, il colombo di città (Columba livia forma domestica) fino a poco tempo fa è stato considerato un animale domestico libero, quasi un “randagio”, poi fu definito animale selvatico non cacciabile, in quanto non rientrava nell’elenco fornito dalla legge sulla caccia n. 157/1992 ma, attualmente, con il Piano di contenimento della fauna selvatica redatto dal Governo, ogni animale si può uccidere “senza se e senza ma”.
La legge della capacità portante
La legge biologica regola le popolazioni di animali allo stato libero ed è il segreto che rende valido ogni intervento umano di ripristino dell’equilibrio, fornendo una soluzione seria, incruenta, etica ed ecologica. Tanto semplice quanto scientifica: la legge della capacità portante. Una popolazione cresce in funzione delle risorse alimentari e dei siti di nidificazione presenti in un dato territorio.
Il compito dei cittadini
È proprio la legge della capacità portante che offre gli strumenti per intervenire. Il controllo demografico dovrà porsi come obiettivo prioritario la riduzione delle risorse: cibo e rifugi (Johnston e Janiga 1995).
Destinatari del programma e interlocutori privilegiati sono quindi i cittadini, sia per la riduzione dell’enorme quantità di cibo che mettono a disposizione dei colombi, sia per la chiusura di fessure, buchi, sottotetti, cornicioni, lucernari, ecc. usati per la nidificazione.
Nelle città in cui questo programma è stato effettuato, si è verificata un’alta percentuale di decremento demografico (30-50%).
La colombaia
Poiché la distribuzione di cibo agli uccelli rappresenta spesso un bisogno affettivo delle persone, può essere installata in un luogo stabilito, una colombaia (Prato, Milano, Parigi, Oslo e tante altre) dalla quale si ritirano le uova.
(continua…)
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