di Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze
Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Infatti, a causa della stupidità della maggioranza degli uomini, è molto più probabile che un giudizio diffuso sia sciocco piuttosto che ragionevole.
(Bertrand Russel, filosofo e matematico)
Il polpo (Octopus vulgaris) è un mollusco marino della classe dei cefalopodi. Tanto lontano da noi, e perciò tanto sconosciuto, secondo gli studiosi è tra gli animali più intelligenti della Terra con caratteristiche simili a quelle degli animali più complessi. La sua intelligenza è stata paragonata a quella del cane.
Perché è così speciale
Il polpo ha un sistema nervoso molto sviluppato e un’ottima visione simile alla nostra. È capace di mettere a fuoco e vede nitidamente i colori.
Ha bisogno di esplorare e interagire con il suo ambiente. È anche solitario per natura e sensibile, ama giocare ed è talmente evoluto da riuscire addirittura ad utilizzare alcuni attrezzi. Inoltre, è capace di mimetizzarsi velocemente ovunque si trovi.
Il polpo è carnivoro, la sua alimentazione è costituita principalmente da molluschi bivalvi come cozze, vongole, ostriche e anche da gasteropodi e piccoli pesci. Si serve dei tentacoli per catturare le prede e utilizzano la bocca appuntita per forare i gusci e arrivare alla polpa vitale del frutto di mare. I predatori del polpo sono generalmente cernie, murene, gronghi e anche squali.
È anche un animale estremamente curioso, in grado di ricordare e può perfino riconoscere le persone. Un’altra caratteristica importante è la capacità dei suoi tentacoli di rimanere sensibili e mobili anche a seguito di un danno fisico. I ricercatori, inoltre, non escludono la possibilità che questi animali possano addirittura sognare poiché durante il sonno colore e struttura della pelle tendono a cambiare.
Animali coscienti
Secondo una ricerca internazionale coordinata dalla Scuola Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste e dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli pubblicata sulla rivista Bme Biology
la straordinaria intelligenza del polpo deriverebbe dal fatto che il suo Dna (al pari di quello umano) è ricco di frammenti di geni “ballerini” che possono muoversi da un punto all’altro del genoma.
Nel 2012 un significativo gruppo internazionale di neuroscienziati cognitivi, neurofarmacologi, neurofisiologi, neuroanatomisti e neuroscienziati computazionali si sono riuniti per firmare la Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza degli animali che ha, tra l’altro, definito come: “L’assenza di una neocorteccia non sembra precludere ad un organismo l’esperienza di stati affettivi. Prove convergenti indicano che animali non-umani possiedono i substrati neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici degli stati consci assieme alla capacità di esibire comportamenti intenzionali. Conseguentemente, il peso delle prove indica che gli umani non sono unici nel possedere i substrati che generano la coscienza. Gli animali non-umani, inclusi tutti i mammiferi e gli uccelli, e molte altre specie, compresi i polpi, anch’essi possiedono tali substrati neurologici”.
Questa Dichiarazione è stata poi confermata ed estesa a tutti gli animali della Terra dalla Dichiarazione di New York dell’aprile 2024.
Le abilità dei polpi
Gli scienziati concordano nell’affermare che in oltre 270 milioni di anni di evoluzione, i polpi hanno sviluppato una biologia unica insieme ad abilità straordinarie:
- sono capaci di compiere con ognuno dei loro 8 tentacoli altrettante attività diverse contemporaneamente, oltre che di auto-rigenerarsi e possono scegliere di perdere un tentacolo, in caso di pericolo, per sfuggire ai predatori
- usano strumenti e risolvono problemi complessi, sanno orientarsi in un labirinto o aprire contenitori, anche quelli con chiusura “a prova di bambino”, ricordando le soluzioni e dimostrando un’ottima memoria
- riescono a mimetizzarsi in modo singolare
- possono modificare alcune funzioni fisiologiche al bisogno
- giocano, caratteristica limitata a poche specie intelligenti

Tra le capacità più note dei polpi vi è quella di riuscire a mimetizzarsi molto bene nell’ambiente, assumendo i colori del substato su cui si trovano. Foto di Francesco Tomasinelli.
Sfruttamento e crudeltà
Purtroppo, come tutti gli altri animali acquatici, i polpi sono fra i meno protetti dalle leggi e tra i più barbaramente sfruttati dall’uomo.Vengono pescati e uccisi con metodi crudeli, lacerandogli il cervello con un morso oppure con un coltellata, metodi improvvisati che non sempre garantiscono una morte istantanea.
La pesca del polpo è molto diffusa nei mari italiani. Si tratta di pesca industriale ma anche di piccola pesca, responsabili ogni anno della cattura di milioni di polpi, apprezzati dalla cucina della tradizione e presenti in molti piatti tipici.
Sono catturati dai pescherecci con reti a strascico e la loro carne viene poi venduta prevalentemente congelata.
Vengono anche pescati con un’esca chiamata “polpara”, che può essere utilizzata assieme a granchi e pesci, usati come cibo per attrarli e a loro volta vittime della pesca.
Un altro modo per catturare i polpi è tramite i tramagli (reti da posta flottanti). Centinaia di metri di reti calate a pochi chilometri dalla costa dove gli animali rimangono impigliati.
Non appena viene catturato, il polpo tenta di fuggire e non sono rari gli episodi di polpi che sono riusciti a scappare dall’imbarcazione.
Allevamenti intensivi
L’ultima fantasia dell’industria è quella di creare allevamenti intensivi, ovvero vasche a più piani dove i polpi soffrirebbero moltissimo. Essendo i polpi animali solitari, che non tollerano la vicinanza con i consimili, è ormai noto che, posti anche solo in un acquario da laboratorio, a contatto con altri individui diventano aggressivi, tentano in ogni modo di evadere e talvolta si abbandonano al cannibalismo. La loro natura li rende incompatibili con qualunque tipo di allevamento. Essendo inoltre carnivori, per alimentarli, sarebbe necessario fornire loro i cosiddetti pesci-foraggio, cioè allevare altri pesci che possano diventare il loro nutrimento: una pratica che associa l’allevamento a impatti ambientali complessivi devastanti con l’ineludibile uso di farmaci. In questi allevamenti i polpi verrebbero uccisi con l’immersione in ghiaccio, cioè in modo lento ed estremamente crudele.
I Paesi che stanno investendo in questi progetti di allevamento sono la Spagna, il Cile, la Nuova Zelanda, l’Australia, l’Italia, il Messico.
La consapevolezza sta comunque aumentando, probabilmente anche perché dopo il 2021, anno in cui è stato pubblicato il report Allevamento di polpi: un disastro annunciato, cui ha fatto seguito Denuncia dei rischi ambientali dell’allevamento di polpi, oltre cento esponenti della comunità scientifica – tra i quali la primatologa Jane Goodall – nonché molteplici associazioni, hanno appoggiato la campagna Octopus Farming Ban per impedire la realizzazione di tali allevamenti e hanno chiesto al Congresso degli Stati Uniti di approvare un divieto nazionale.
La vittoria stupenda è che lo Stato di Washington ha approvato una legge chiamata “1153” che vieta esplicitamente l’allevamento intensivo di polpi. La prima nel suo genere ed esempio per altri Stati e Paesi che stanno discutendo dello stesso tema.
Come ha scritto Tom Regan nel suo libro Gabbie Vuote, la grande muraglia che abbiamo davanti non potrà essere demolita in una sola volta ma strappando mattone per mattone per arrivare al rispetto dovuto agli altri esseri viventi in quanto ognuno è soggetto di una vita.
La compassione e l’empatia
per il più piccolo degli animali
è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono.
Charles Darwin
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