Risaliamo le colline piacentine fino alla mitica Pietra Parcellara, lungo una strada solitaria costeggiata da castelli. Il paesaggio collinare dell’Appenino Piacentino, con le alture a cavallo tra la Val Trebbia e la Val Luretta, determina una sorta di spartiacque affacciato sulla Pianura Padana.
Qui, una strada solitaria costeggiata da castelli conduce a una meta simbolica e misteriosa, la Pietra Parcellara, una grande roccia che emerge bruscamente dalle colline circostanti distinguendosi per morfologia, colore e imponenza.
La si raggiunge da Piacenza, seguendo le indicazioni per Gazzola e poi Agazzano, piccolo comune all’imbocco della Val Luretta, solco vallivo inciso tra la Val Trebbia e la Val Tidone. Il centro storico ha il suo fulcro nella settecentesca Villa Anguissola a cui è connesso un castello medioevale. L’architettura medievale con torri angolari, ponte levatoio e mastio della Rocca si affaccia su un elegante cortile, tipico delle dimore signorili del Rinascimento e vanta un bellissimo loggiato.
Si lascia Agazzano e la Val Luretta per risalire le colline in direzione Bobbiano. Il secondo castello che s’incontra lungo la strada è quello di Rezzanello, dove si rifugiarono nel 1212 i Guelfi piacentini per opporsi ai Visconti, avendo però la peggio. Il maniero, dall’importante mole a pianta trapezoidale sulla quale svettano snelle torri, è al centro di uno splendido parco secolare di 7 ettari.
Dopo Rezzanello si attraversa la Valle di Bobbiano, sovrastata dal poderoso torrione che nel 1500 era un covo di briganti, posto al centro dei commerci tra i porti liguri e il ducato di Parma e Piacenza.
- Una torre del Castello Anguissola Scotti Gonzaga di Agazzano. © L. Floris
- Il Castello di Rezzanello. © L. Floris
Nell’ultimo tratto di salita bastano pochi tornanti per arrivare alla sommità di queste colline tra le quali è “incastonata” la Pietra Parcellara, che spicca con il suo profilo frastagliato.
Se di giorno appare scura e minacciosa, di sera la Pietra assume un colore rosso molto suggestivo. Questi luoghi sono considerati da sempre magici. L’insieme formato dalla Pietra Parcellara, dalla Pietra Perduca, dalla Pietra Marcia e dalle Pietre Nere è un complesso ofiolitico, costituito cioè da affioramenti della crosta oceanica emersi in seguito ai movimenti delle placche terrestri. Tra queste vette evocative, gli antichi culti pagani celto-liguri del IV secolo a.C. si sono evoluti nel culto precristiano della dea Minerva Medica, alla quale è dedicato l’antico tempio sulla Pietra Perduca, poi diventato chiesa di Sant’Anna.
- La Pietra Parcellara vista da Monticello. © L. Floris
- Pietra Parcellara. © L. Floris
Info
La Pietra Parcellara si trova sulle colline tra la Val Trebbia e la Val Tidone, a 40 km dall’uscita Piacenza Ovest della A21 Torino Brescia. L’itinerario descritto attraversa San Nicolò, Gragano Trebbiese, Agazzano, Rezzanello, Bobbiano.
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