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Ambiente
CAMBIAMENTO CLIMATICO

Come cambia la vita sui fondali del Mediterraneo

Secondo una nuova ricerca italo-svizzera, sono a rischio centinaia di specie

Come cambia la vita sui fondali del Mediterraneo
Fondale marino a Creta. © Yannis Papanastasopoulos via unsplash.com

Redazione Redazione 3 mesi fa

Il cambiamento climatico sta trasformando in modo profondo la vita sui fondali del Mar Mediterraneo, determinando importanti modifiche nella distribuzione geografica, diversità e composizione delle comunità di specie bentoniche, cioè gli organismi acquatici che vivono in stretta relazione col fondale marino per gran parte della loro vita.

Queste specie sono importantissime per il ruolo cruciale che rivestono nel mantenimento dell’equilibrio ecosistemico dei nostri mari.

Organismi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi marini

Una nuova ricerca italo-svizzera, guidata dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), ha preso in analisi le possibili evoluzioni degli ecosistemi del fondale marino nei prossimi decenni, in risposta a fenomeni legati al cambiamento climatico.

Sono stati individuati impatti rilevanti, che però non sono uniformi su scala regionale: l’innalzamento delle temperature, il cambiamento nella disponibilità di ossigeno in prossimità del fondale e le mutazioni delle correnti.

L’analisi si è concentrata su organismi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi marini e per i servizi che possono fornire, ad esempio bivalvi, spugne e coralli, escludendo invece specie invasive, specie sfruttate commercialmente e cefalopodi.

«I risultati indicano che la maggior parte delle specie bentoniche è destinata a spostarsi progressivamente verso nord, principalmente in risposta a mutamenti della temperatura dell’acqua e alla diminuzione dei livelli di ossigeno disciolto in prossimità del fondale» afferma Damiano Baldan, primo autore dello studio e ricercatore presso la Sezione di Oceanografia dell’OGS.

«Più nello specifico, lo studio ha rilevato una maggiore tendenza alla contrazione dell’areale e a spostamenti verso acque più profonde per le specie adattate a condizioni termiche fredde, che rischiano quindi maggiormente la frammentazione o l’estinzione. Al contrario, per le specie adattate a condizioni più calde è proiettata un’espansione dell’areale e una migrazione verso acque meno profonde» continua Baldan.

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Rischio di estinzione locale

Tutti questi processi rappresentano un campanello d’allarme: comportano infatti un aumento significativo del rischio di estinzione locale, soprattutto per le specie caratterizzate da una limitata capacità di dispersione.

Gli organismi bentonici svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi marini, contribuendo al corretto funzionamento delle reti trofiche e di processi chiave come la bioturbazione e il ciclo dei nutrienti. Tuttavia, la loro elevata sensibilità al riscaldamento delle acque e la scarsa mobilità li rendono particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.

 

Lo studio “The Geography of Mediterranean Benthic Communities Under Climate Change” è stato pubblicato sulla rivista internazionale Global Change Biology.

 

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