Sono iniziati lo scorso ottobre i lavori di controllo e contrasto alla diffusione del fior di loto nei laghetti della Mordina, nei pressi della Cascina Mordina a Mariano Comense, decisi dal Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.
Il fior di loto, infatti, è inserito nella Lista Nera ai sensi della Legge Regionale 10/2008, quindi tra le piante oggetto di monitoraggio e contenimento.
Gli impatti sugli ecosistemi acquatici sono al momento relativamente confinati ai siti di introduzione e si riconducono alla sua capacità di formare popolamenti monofitici che impediscono la crescita di altre piante.
Le azioni di contrasto alla sua proliferazione, approvate con la Determina n. 75 del 25 maggio 2025 del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, prevedono interventi principali a carattere forestale e interventi integrativi dedicati alla salvaguardia della biodiversità.

Il fior di loto negli ultimi anni ha quasi completamente ricoperto la superficie dello specchio d’acqua. © Parco delle Groane
Pianta originaria dell’Asia
Il fior di loto asiatico (Nelumbo nucifera), pianta acquatica perenne originaria dell’Asia, è oggi diffuso in gran parte delle zone a clima mite del pianeta, compresi i Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. La sua diffusione è legata non solo alla bellezza ornamentale, ma anche ai numerosi utilizzi nella tradizione popolare, come pianta medicinale e alimentare.
Si tratta di una pianta perenne acquatica, alta fino a due metri con rizoma (parte del fusto) strisciante nel fango. Presenta grandi foglie peltate, di colore verde-glauco e aspetto ceroso, largamente imbutiformi, larghe dai 40 agli 80 cm, spesso portate diversi decimetri sopra il pelo dell’acqua da un robusto picciolo lungo più di un metro.
I fiori profumati, portati al di sopra delle foglie, hanno un diametro di 18-35 cm; il colore è di solito rosa, raramente bianco o giallastro.
La sua capacità di formare popolamenti monofitici (composti da una sola specie vegetale), che ostacolano la crescita di altre piante acquatiche, ne fa una presenza problematica per l’equilibrio degli ecosistemi.
Nei laghetti della Mordina, l’intervento del Parco prevede la rimozione e l’estirpazione della ninfea, che negli ultimi anni ha quasi completamente ricoperto la superficie dello specchio d’acqua.
L’obiettivo è restituire equilibrio all’habitat e preservare la biodiversità dell’area, ridando vitalità a un ambiente di grande valore naturalistico e paesaggistico.
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