Il Tribunale di Napoli ha condannato alcuni soggetti responsabili della pesca e della commercializzazione illegale dei datteri di mare (Lithophaga lithophaga) a pene fino sei anni di reclusione oltre alla confisca di veicoli e natanti e al pagamento delle spese processuali.
Gli imputati sono stati condannati per reati quali il disastro ambientale, l’inquinamento ambientale, il danneggiamento aggravato e la ricettazione.
È stato inoltre riconosciuto il diritto delle parti civili, tra cui il WWF Italia, a essere risarcite per il danno subito.
La sentenza conferma quanto sia importante, in tema di contrasto ai reati ambientali e contro la fauna selvatica, effettuare indagini accurate avvalendosi dei più moderni sistemi investigativi. Solo così è infatti possibile offrire al giudice una chiara rappresentazione della reale portata non solo del danno arrecato all’ambiente e alla biodiversità ma della intera filiera criminale che dal mare porta questi prodotti fino ai tavoli dei consumatori finali, tra cui molti ristoranti.
Danni irreparabili all’ecosistema marino
Tre anni di indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno scovato due gruppi criminali che per circa vent’anni hanno condotto una costante attività di estrazione abusiva dei datteri di mare, causando danni eccezionalmente rilevanti e in alcuni casi irreparabili all’ecosistema marino.
Poiché il mollusco vive all’interno di cunicoli scavati nelle rocce, la sua estrazione si effettua con martelli e altri arnesi idonei a frantumarle e comporta la totale devastazione delle comunità biologiche che le abitano e, più in generale, degli ecosistemi marini.
La pesca dei datteri di mare è un fenomeno grave e diffuso
Secondo quanto riportato nel report WWF “Il danno invisibile dei crimini di natura” realizzato nell’ambito del progetto Life SWiPE, dal 2015 al 2020 la Guardia Costiera ha disposto il sequestro di oltre due tonnellate di datteri di mare illecitamente pescati.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.



