In Italia, oltre 13 milioni di persone vivono in zone a rischio alluvioni e solo negli ultimi 25 anni nel nostro Paese si contano quasi 1000 eventi alluvionali e danni per almeno 80 miliardi. Questa la fotografia scattata oggi durante la Conferenza Internazionale sulla Riduzione dei Rischi da Alluvioni e Siccità, che si è svolta a Firenze presso Palazzo Vecchio in occasione dell’alluvione che colpì Firenze il 4 novembre 1966.
«Il 4 novembre per Firenze non sarà mai una data come tutte le altre. Il tempo che passa dall’alluvione del 1966 deve rafforzare la nostra coscienza civica sulla questione ambientale, strettamente legata anche alla resilienza idrica» ha detto Maria Spena, Presidente del Comitato One Water, aprendo il convegno.
Il Forum euromediterraneo dell’Acqua vuole mettere al centro la gestione della risorsa idrica nella prevenzione dei rischi ambientali all’interno del continente europeo, nel quale l’Italia ha una vocazione naturale a fare da ponte con Nordafrica, Medioriente e Balcani. L’auspicio è quello di cominciare a guardare il Mediterraneo come un laboratorio, un hub di sostenibilità e sicurezza idrica.
Il percorso verso il Forum Euromediterraneo dell’Acqua
Il Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, attraverso un videomessaggio ha sottolineato quanto l’Italia sia «Un Paese tanto bello quanto fragile. E quindi va curato, la responsabilità di evitare il ripetersi di questi eventi è in capo a noi, agli amministratori».
L’evento è stato promosso dal Comitato One Water e dal Ciheam Bari, e rappresenta una tappa in vista dell’Forum Euromediterraneo che si svolgerà a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre 2026 con la partecipazione di 43 Paesi.
Marco Rago, consigliere giuridico per la diplomazia economica presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha ricordato come il percorso verso il Forum Euromediterraneo dell’Acqua sia iniziato circa un anno fa: «Siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante: fare dell’Italia un punto di riferimento nel Mediterraneo allargato, dal Marocco fino alla Giordania. Essere leader su un tema cruciale come quello dell’acqua significa compiere un salto di qualità, assumersi responsabilità e mettersi davvero in gioco».
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