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Ambiente
POWERING PAST COAL

COP29: un passo decisivo verso l’azione climatica

La transizione verso fonti di energia rinnovabile è sempre più urgente e necessaria

COP29: un passo decisivo verso l’azione climatica
© Worldrise-30x30 Italia

Worldrise Worldrise 10 Dic 2024

 

di Annalisa Storari, biologa marina

La COP29, la 29ª Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima tenutasi lo scorso novembre a Baku ha rappresentato un momento cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici. Durante l’evento, è stato raggiunto un accordo significativo da parte di 25 Paesi, tra cui il Regno Unito, il Canada, la Francia, la Germania e l’Australia, che si sono impegnati a non costruire mai più centrali elettriche a carbone. L’iniziativa, promossa dall’alleanza “Powering Past Coal”, segna un passo importante verso una transizione energetica globale più sostenibile, riducendo la dipendenza dal carbone, una delle fonti fossili più inquinanti. Questo impegno riguarda esclusivamente la costruzione di nuove centrali, escludendo i progetti già avviati e l’estrazione di carbone, e non include Paesi come la Cina, l’India e gli Stati Uniti, che sono tra i principali emettitori di CO₂. Nonostante ciò, il segnale inviato è chiaro: la transizione verso fonti di energia rinnovabile è sempre più urgente e necessaria.

 

Accanto agli impegni legati all’energia, la COP29 ha posto particolare attenzione ai cambiamenti climatici che minacciano il Mediterraneo, una delle regioni più vulnerabili. Gli esperti del MedECC (Mediterranean Experts on Climate and Environmental Change) hanno presentato dati allarmanti sull’innalzamento del livello del mare, che attualmente sale a una media di 2,8 millimetri all’anno, il doppio rispetto alla fine del secolo scorso. Se il trend attuale dovesse continuare, si stima che entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare di un metro, mettendo a rischio non solo la vita di milioni di persone che vivono lungo le coste, ma anche le infrastrutture vitali come strade, ferrovie e aeroporti. Secondo gli esperti, questo scenario potrebbe portare all’esodo di circa 20 milioni di persone, una delle sfide più gravi che il Mediterraneo dovrà affrontare nei prossimi decenni.

COP29

© Worldrise-30×30 Italia

Nonostante il superamento della soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale sembri ormai inevitabile, c’è ancora spazio per un’azione positiva. La transizione energetica verso fonti rinnovabili e gli impegni presi durante la COP29 dimostrano che la comunità internazionale sta reagendo, anche se la strada rimane lunga. Ogni decimo di grado evitato rappresenta un passo importante per limitare i danni agli ecosistemi e alle persone. Per questo, le azioni concrete e tempestive sono fondamentali per ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici e per preservare il nostro futuro.

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In questo contesto di urgenza e speranza, Worldrise, associazione attiva da oltre dieci anni nella conservazione mare, ha promosso l’Alleanza 30×30 Italia, un progetto che unisce associazioni, cittadini ed enti pubblici e privati con l’obiettivo di proteggere il 30% dei mari italiani entro il 2030. Questo progetto rappresenta una risposta concreta alla crisi climatica e oceanica, dimostrando che, attraverso la collaborazione e l’impegno di tutti, è possibile realizzare un cambiamento positivo per il nostro futuro e quello del nostro pianeta. La protezione dei nostri mari è una priorità, non solo per salvaguardare la biodiversità, ma anche per contrastare gli effetti devastanti del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello del mare.

 

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