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Scienza
NISCEMI

Da ISPRA uno strumento per conoscere pericolosità e rischi di frane

Il contributo di ISPRA per favorire il coinvolgimento delle comunità, con dati e mappe del Quadro nazionale delle frane

Da ISPRA uno strumento per conoscere pericolosità e rischi di frane
La frana a Niscemi. © ISPRA

Redazione Redazione 2 mesi fa

In collaborazione con le Regioni e le Province Autonome, L’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – censisce quotidianamente i principali eventi di frana che causano danni a edifici, beni culturali, infrastrutture primarie di comunicazione, tessuto economico e produttivo, per pubblicarli sulla piattaforma nazionale IdroGEO.

Per una cittadinanza consapevole dei rischi

IdroGEO è uno strumento facile da usare anche con uno smartphone, sviluppato dall’Istituto con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento delle comunità e una maggiore consapevolezza sui rischi che interessano il proprio territorio. Con la funzione “Verifica pericolosità” l’utente può cercare un indirizzo – oppure geolocalizzarsi in mappa – e identificare il livello di pericolosità per frane e alluvioni in un’area di 500 metri dal punto di interesse (abitazione, attività economica o produttiva).

Niscemi

Mappa dell’evento franoso di Niscemi. © ISPRA

La frana di Niscemi

In merito all’evento franoso che ha interessato Niscemi, in Sicilia, l’ISPRA spiega in un comunicato che l’abitato di Niscemi sorge su un pianoro delimitato, in prossimità e a margine dell’abitato, da una scarpata. I terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria, poggianti su argille.

Con un fronte lungo 4 chilometri e un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona, la frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia lo scorso 25 gennaio, sta interessando il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10.

La zona di Sante Croci è già stata colpita il 12 ottobre 1997 da una frana di vaste proporzioni. Il comune di Niscemi è storicamente interessato da dissesti franosi, così come riportato dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), che contiene a oggi oltre 684.000 frane sul territorio nazionale.

I geologi della Regione Siciliana – Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia – sono impegnati nei sopralluoghi per procedere alla mappatura della frana di Niscemi, per l’aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).

Niscemi

Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia

L’ISPRA, nell’ambito dei compiti istituzionali di raccolta, elaborazione e diffusione di dati e mappe sul dissesto idrogeologico riferiti all’intero territorio nazionale, pubblica, con cadenza triennale il Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia (scarica qui il documento) che costituisce il quadro di riferimento ufficiale sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico per il nostro Paese.

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Come evidenziato dall’ultimo Rapporto, presentato lo scorso luglio, il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il 19,2% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni, 1 milione e 280mila abitanti vivono in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata; 6 milioni e 800mila sono esposti a rischio alluvioni nello scenario a pericolosità idraulica media con tempi di ritorno compresi tra 100 e 200 anni.

Tutti i dati sono a disposizione del Paese per la prevenzione e mitigazione del rischio.

 

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