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Natura
Animali, piante e habitat
al via il primo progetto a oslo

L’autostrada degli insetti

L’autostrada degli insetti
Foto: kesipun/fotolia.com

Gianluca Grossi Gianluca Grossi 29 Mag 2015

E’ uno dei principali problemi di natura ecologica: la frammentazione del territorio.
Le conseguenze sono molteplici ma riguardano soprattutto le specie animali abituate a vivere in ampi spazi e oggi costrette all’interno di habitat insufficienti alle loro esigenze. Il fenomeno è associato agli animali di grossa taglia, come i felini o in canidi, tuttavia, con le metropoli sempre più vaste, sta coinvolgendo anche piccole specie insospettabili come gli insetti. La frammentazione del territorio impedisce agli esapodi di muoversi liberamente e per quelli che vivono in città la situazione è ancora più difficile.
Ecco perché ci si sta muovendo per cercare di arginare il problema. Uno dei progetti più interessanti è stato varato da poco a Oslo, in Norvegia; dove i rappresentanti della Oslo Garden Society hanno creato la “prima autostrada al mondo per gli insetti”. Di cosa si tratta? Di un lungo percorso floreale che consente agli esapodi di volare di fiore in fiore, anche se tutt’intorno domina il grigiore della città e gli scarichi delle automobili.
Coinvolti nell’iniziativa enti, organizzazioni e cittadini comuni. In pratica ogni 250 metri sono stati installati dei “punti ristoro” per gli insetti, vasi di fiori e piante posizionati su balconi, davanzali, finestre, così da soddisfare in modo adeguato le esigenze degli animali che affidano al nettare la loro esistenza. Ma è un progetto che porterebbe benefici anche alle piante, che senza insetti subirebbero un drastico calo: le cosiddette piante entomofile si riproducono infatti grazie agli insetti che svolazzano di stame in stame, favorendo l’incontro fra i singoli apparati riproduttivi.
L’attenzione è rivolta soprattutto agli imenotteri, il raggruppamento tassonomico che comprende api, bombi e calabroni. «Con questa strategia offriamo a questo delicato gruppo animale la possibilità di vincere lo stress cittadino, fornendogli in pratica cibo quotidiano», racconta Tonje Waaktaar, responsabile della Oslo Garden Society. Sono specie che in certe zone urbane muoiono letteralmente di fame; un grave pericolo per gli animali, per i raccolti e indirettamente per l’uomo.
Ormai non è più un mistero che molti imenotteri rischiano di sparire per sempre. Problema riscontrabile soprattutto in Usa e in Europa. Dalle nostre parti il 9,2% delle api è sull’orlo dell’estinzione e il 5,2% è prossimo ad aggiungersi alla “lista rossa” dell’International Union for Conservation of Nature. E sono dati sicuramente in difetto perché molte specie non sono mai state studiate approfonditamente. I bombi, inoltre, sono molto suscettibili ai cambiamenti climatici, e risentono pesantemente delle estati sempre più calde e dei lunghi periodi di siccità. La città non gli è certo di aiuto, per questo motivo è necessario valutare la possibilità di creare in ogni grossa metropoli una o più “autostrade per gli insetti”.
Non si tratta di riportare previsioni catastrofiste, ma è vero che la qualità della nostra vita dipende strettamente dall’attività degli insetti impollinatori. Non l’ha detto Einstein (come in molti credono), ma la tesi è del tutto verosimile: se dovessero scomparire le api, gli uomini avrebbero i giorni contati.

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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