In pochi lo sapevano, forse anche in America: la famosa e iconica aquila di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus) – “bald eagle” per gli inglesi – uno dei simboli nazionali degli Stati Uniti più riconosciuti e noti, aveva assunto questo ruolo per consuetudine, ma non era mai stato formalizzato in una legge.
La “bald eagle” appare in effigie da 200 anni su documenti, bandiere, stemmi, monete, edifici pubblici… o in “carne e penne” in qualche discutibile esibizione durante grandi eventi sportivi per entusiasmare la folla e celebrare la grandezza dell’America con il suo possente volo.
Il ruolo simbolico della “bald eagle” nasce nel 1782, quando il Congresso americano la scelse come immagine per coniare il sigillo del Presidente degli Stati Uniti.

Una versione colorata del sigillo del Presidente degli Stati Uniti del 1850, che trae liberamente ispirazione dai colori attuali. Spartan7W / CC BY-SA 4.0 Deed
A partire da quell’utilizzo molto specifico, per oltre 200 anni è stata usata un po’ dovunque, informalmente. Ora, da Natale di quest’anno, una legge presidenziale ha formalizzato il ruolo di simbolo nazionale degli Stati Uniti per questo imponente rapace, che può raggiungere un’apertura alare di 2,3 metri.
Nella raffigurazione del sigillo presidenziale, la “bald eagle” – con il suo caratteristico corpo marrone, la testa bianca e il becco giallo – afferra con gli artigli un ramo d’ulivo e delle frecce.
Il richiamo dell’aquila di mare testabianca.
Uccello diurno e dal volo elegante
Prima di arrivare all’attuale riconoscimento, l’aquila di mare testabianca ha dovuto superare importanti minacce alla sua stessa esistenza.
Secondo l’U.S. Fish and Wildlife Service, a metà del 1900 l’esistenza dell’aquila calva era minacciata da una combinazione di distruzione dell’habitat, abbattimenti illegali e insetticidi che contaminavano le fonti di cibo del rapace. Alcune aquile calve sono state abbattute perché considerate un rischio per polli e bestiame, che talvolta predavano.
Dalle circa 100.000 “bald eagle” nidificanti negli Stati Uniti attorno al 1780, nel 1963 erano state censite solo 417 coppie, mettendo la specie a rischio di estinzione. L’inserimento tra le specie minacciate ha portato a sforzi di conservazione e recupero.
Nel 1998, l’aquila calva si era ripresa a sufficienza e il suo status venne modificato in “minacciato”. Nel 2007 le coppie nidificanti hanno superato la cifra di 9.000 e la “bald eagle” è stata rimossa dall’elenco delle specie minacciate.
Le aquile calve sono ancora protette dalla legge federale ed è illegale ucciderle, venderle o danneggiarle.

Aquila di mare testabianca (Haliaeetus leucocephalus – bald eagle) con i pulcini. Eubage via pixabay.com
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