Per la prima volta uno studio scientifico ricostruisce senza interruzioni 15.000 anni di storia genetica femminile della Sicilia, rivelando dati mai osservati prima:
- una netta discontinuità tra le popolazioni del Mesolitico e quelle del Neolitico;
- l’origine multiregionale dei primi abitanti dell’isola — con contributi distinti da penisola italiana, Balcani e Ucraina;
- una sorprendente stabilità del DNA materno negli ultimi 8.000 anni, nonostante millenni di migrazioni.
Trasformazioni decisive e migrazioni
L’analisi del DNA mitocondriale ha infatti permesso ai ricercatori di ricostruire con precisione l’arrivo, la scomparsa e la mescolanza dei diversi gruppi che hanno arricchito la popolazione siciliana dal Paleolitico a oggi.
Grazie all’analisi di oltre 350 genomi mitocondriali — provenienti sia da reperti archeologici, sia da popolazioni moderne — un team di ricercatrici e ricercatori di sei università italiane, capeggiate da Ferrara e Pavia, ha seguito l’evoluzione delle linee genetiche materne dell’Isola, individuando trasformazioni decisive e migrazioni che ne hanno plasmato l’identità fin dalla preistoria.
La ricerca “Fifteen millennia of human mitogenome evolution in Sicily”, pubblicata sulla rivista Science Advances, rivela come la Sicilia sia stata per millenni un punto d’incontro tra Europa, Mediterraneo e Africa. Le evidenze genetiche mostrano passaggi chiave quali l’arrivo dei primi agricoltori, la progressiva sostituzione delle comunità di cacciatori-raccoglitori e ulteriori movimenti migratori che, nel corso del tempo, hanno arricchito la diversità genetica ancora oggi presente nella popolazione siciliana.
A guidare il lavoro sono Silvia Ghirotto, professoressa del Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie e responsabile del gruppo di Genomica Evolutiva Umana e Paleogenomica dell’Università di Ferrara, e il professor Alessandro Achilli dell’Università di Pavia. Insieme a loro, studiose e studiosi delle Università di Perugia, Palermo, Siena, Firenze e dell’americana University of New Haven.
Un ponte tra Europa e Africa
«La Sicilia rappresenta un caso unico, un ponte tra Europa e Africa al centro del Mediterraneo in cui per millenni numerose migrazioni hanno arricchito il pool genetico dell’isola» sottolinea Ghirotto.
Il DNA mitocondriale, che si trasmette esclusivamente per via materna, ha permesso di seguire nel tempo le linee genetiche femminili e di individuare un momento cruciale: una netta discontinuità tra Mesolitico e Neolitico, circa 8.000 anni fa, quando i gruppi di cacciatori-raccoglitori furono in parte sostituiti dai primi agricoltori provenienti dal Mediterraneo e dall’Europa continentale.
Achilli aggiunge: «Questo è il primo caso in cui la trasmissione genetica mitocondriale è stata ricostruita in modo inequivocabile in un contesto geografico e associata a due linee che rivelano un complesso schema migratorio».
Ghirotto e Achilli concludono: «Questo studio conferma le potenzialità del DNA mitocondriale nel ricostruire la storia genetica delle popolazioni dal punto di vista femminile e mostra l’importanza degli studi microgeografici per interpretare dinamiche di ampia scala, come quelle che hanno interessato l’Italia e l’intero bacino del Mediterraneo fin dal Tardo Paleolitico».
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





