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Depurarsi grazie al cardo mariano

Depurarsi grazie al cardo mariano
Foto: aessefotografia/fotolia.com

Ilaria Chionetti Pininfarina Ilaria Chionetti Pininfarina 14 Dic 2015

Il cardo mariano (Silybum marianum) appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una pianta originaria del bacino Mediterraneo, dalla forma molto simile a quella del sedano o del carciofo selvatico.
Il suo sapore è inconfondibile: è decisamente amaro con consistenza fibrosa.
In Piemonte, il cardo mariano viene utilizzato nella preparazione di piatti come la famosa “bagna càuda”, piatto tipico della mia regione.
In Italia esistono diverse varietà di cardi. Tra queste c’è il cardo di Bologna, privo di spine e dalla consistenza delicata. Il cardo di Chieri e Andezeno, che è molto diffuso in Piemonte, si presenta, invece, come poco spinoso e facilmente conservabile. Simile a questa varietà è anche il cardo gigante di Romagna. Un’altra varietà è quella del cardo gobbo di Nizza Monferrato, coltivato nelle piane ai lati del torrente Belbo e del rio Nizza, e che deve il nome alla sua forma particolarmente curva. Tra le varietà più pregiate c’è certamente il cardo di Tours che, tuttavia, è poco diffusa perché molto spinosa.

Un toccasana per il fegato
Il cardo mariano è in grado di stimolare la produzione di nuove cellule epatiche, inoltre in grado di ridurre le transaminasi, le gamma GT, lattico deidrogenasi (LDH) e la bilirubina. Le sue proprietà terapeutiche sono dovute alla presenza della silimarina, sostanza molto utile per la nostra salute in quanto aiuta nella prevenzione di tumori e contribuisce a combattere la cirrosi epatica e l’epatite.
Per quanto riguarda le proprietà, il cardo mariano è depurativo e protettivo del fegato. Inoltre, facilita l’eliminazione di radicali liberi, scorie e tossine che il nostro corpo può accumulare a seguito dell’assunzione di medicinali e alcool. Il cardo mariano è ricco di vitamine C, B1, B2 e B3. Sono presenti un buona percentuale anche acqua, fibre e minerali come potassio, ferro, sodio, calcio e fosforo.
In passato, il cardo mariano veniva utilizzato da medici ed erboristi per curare disturbi del fegato e della cistifellea, tra cui l’epatite, la cirrosi e l’ittero. Ma non solo: si riteneva fosse un potente antidoto contro l’avvelenamento causato da morsi di serpente, punture di insetto e intossicazione da funghi.

Come beneficiarne
L’estratto di cardo mariano in capsule è reperibile in farmacia, parafarmacia ed erboristeria. Per queste preparazioni non è richiesta prescrizione medica tuttavia è ben tenere presente che non mancano le controindicazioni. L’estratto di cardo mariano va somministrato con una certa cautela nelle persone ipertese, questo a causa del suo non trascurabile contenuto di tiramina, sostanza che può aumentare la pressione arteriosa in quanto stimola la produzione di dopamina e adrenalina.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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