In Commissione Affari Sociali è stata discussa un’interrogazione – diretta al Ministero della Salute a firma dell’Onorevole Luana Zanella (AVS) – che mette in discussione il sistema di allevamento in gabbia per le galline ovaiole, che solleva preoccupazioni riguardanti la salute dei cittadini e il benessere degli animali allevati.
Nel documento si legge che a oggi oltre il 35% delle galline ovaiole in Italia è ancora allevato in sistemi di gabbia, nonostante il successo dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) End The Cage Age, firmata da 1,4 milioni di cittadini, e del parere pubblicato nel 2023 dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che segnala come le gabbie incidano negativamente sul benessere animale e sulla sicurezza alimentare.
Rischio diffusione di malattie
Oltre alle gabbie, l’interrogazione menziona anche il rischio di diffusione di zoonosi come l’influenza aviaria. Entrambi questi temi sono stati al centro di un servizio di “Indovina chi viene a Cena” andato in onda su RaiTre, durante il quale sono state mostrate immagini raccolte dagli investigatori di Essere Animali tra il 2022 e il 2024, documentando problematiche sanitarie e di benessere animale negli allevamenti in gabbia e le pratiche di abbattimento per l’influenza aviaria.
La risposta del Ministero
Sul quesito specifico del divieto per le gabbie, il Sottosegretario Marcello Gemmato si è limitato a segnalare che la transizione verso un sistema di divieto totale per le gabbie per galline è attualmente oggetto d’esame della Commissione europea, che dovrebbe presentare una proposta nel 2026.
Il Sottosegretario si è concentrato sul vecchio divieto attualmente in vigore per le gabbie non modificate (conosciute come “in batteria”) sancito in tutta Europa nel 2012, e sul sistema di controlli da parte dei servizi veterinari.
L’Onorevole Zanella ha ribattuto spiegando che in Paesi europei come Germania, Austria, Lussemburgo e Slovenia la transizione a sistemi senza gabbia è stata già anticipata, perché sono stati riconosciuti i rischi sanitari e il danno al benessere animale.
Molti Paesi europei sono già cage free
Altri Paesi europei si stanno portando avanti verso sistemi più rispettosi dei bisogni etologici di milioni di animali ancora confinati in gabbia, ed è per questo che Essere Animali sollecita il Governo italiano ad agire con lungimiranza e a sostenere i produttori ad abbandonare le gabbie, esortandolo ad avviare un piano per il passaggio a sistemi cage free in Italia.
Nel nostro Paese sono, infatti, moltissime le aziende che hanno già preso un impegno per quanto concerne le galline ovaiole come Gruppo Barilla, Aldi Italia, Galbusera e Gruppo Ferrero o grandi player della GDO come Unes, Coop e Conad. È fondamentale supportare i produttori italiani verso questa transizione cruciale per la qualità dei nostri prodotti, la tutela del benessere animale e della salute pubblica.
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