A una ventina di chilometri ad Est di Ex-en-Provence, nell’alta Provenza, esiste una bella e poco nota (al pubblico italiano) area protetta ricca di insospettati valori naturalistici e, in particolare, di emergenze paleontologiche e geologiche. È la Riserva Naturale di Sainte Victoire, che si sviluppa su circa 140 ettari attorno alla parte centrale dell’omonimo bianco massiccio che si affaccia verso la costa di Marsiglia e sul cui crinale, a 969 m di quota, si erge la “Grands creux”, la grande croce votiva alta 16 metri.

La Grand Creux di Sainte-Victoire.
Sainte Victoire è una sorta di scoglio calcareo che si distende per 7 chilometri di lunghezza come un enorme bastionata monolitica che sfuma nelle distesa dei vigneti delle colline provenzali, una struttura geologica antica di 150 milioni di anni, più antica delle Alpi.
Siamo nelle zone care al pittore impressionista Paul Cézanne (che non a caso ritrasse queste creste rocciose in ben in ben 44 dipinti a olio e 43 acquerelli) e a tanti altri artisti dopo di lui (tra cui Pablo Picasso e Maggie Siner).

Montagne Sainte-Victoire di Paul Cézanne .
Sainte Victoire, concentrato di biodiversità
La Riserva Naturale di Sainte Victoire, istituita nel 1994 e parte della rete europea di Natura 2000, è innanzitutto un grande concentrato di biodiversità: sono, infatti, ben 780 le specie fino a ora censite, di cui 416 quelle vegetali e 369 quelle animali. Tra quest’ultime 50 di uccelli, 287 di insetti ed aracnidi, 8 di anfibi e rettili (tra cui la sempre spettacolare lucertola ocellata) e 19 di mammiferi. Tra quest’ultimi spiccano la rara Genetta, il lupo e ben 12 specie di pipistrelli.
Tra gli uccelli, oltre a numerose specie di macchia e gariga e di habitat rupestri, merita la citazione la presenza di due coppie di aquila di Bonelli nidificanti in zona (assieme a gufo reale, biancone, culbianco, succiacapre e ad altre specie interessanti).
Ma sono soprattutto gli aspetti paleontologici che sottolineano il valore naturalistico di questo sito, che nel Cretaceo era un grande arcipelago di isolotti che emergevano dai fondali bassi e paludosi del mare caldo che li circondava. E su queste isole, ricoperte di fitta vegetazione primordiale, diverse specie di dinosauri venivano a deporre regolarmente le loro uova.

Uova di dinosauro.
In particolare quattro specie hanno lasciato numerosissime testimonianze della loro presenza: il Titanosauro, l’Arcovenator, il Variraptor e il Rhabdodon. Si stima che in quest’area vi siano circa un milione di uova fossili e altri resti raccolti appartenenti a queste ed altre specie, solo in minima parte oggi portati alla luce. Tanto che esistono solo una decina di altri siti al mondo con caratteristiche paleontologiche analoghe a questo, non a caso soprannominato da una delle tante equipe di ricercatori stranieri giunti in loco come “Eggs-en-Provence”.
Punto di partenza consigliato per la visita della Riserva è infine il Centro Visite della “Maison de la Sainte Victoire”, luogo di informazione e sensibilizzazione gestito dal Dipartimento delle Bouches-du-Rhône (Bocche del Rodano) di cui la Riserva fa parte e dove si potranno trovare utili materiali informativi per muoversi agevolmente all’interno di questa interessante area protetta.
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